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Aperte le candidature per il corso di Alta formazione 2023 MALAGOLA – Scuola di Vocalità

Riparte da gennaio e si svilupperà fino a giugno a Ravenna il corso gratuito di Alta formazione di MALAGOLA Scuola di Vocalità e Centro studi sulla Voce, diretto da Ermanna Montanari, co-fondatrice e direzione artistica del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro e dallo studioso e docente dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Enrico Pitozzi. 
Sarà Silvia Pagliano ad assumere la direzione organizzativa del progetto, lavorando con la squadra organizzativa e tecnica del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro. L’identità visiva è curata dal disegnatore Stefano Ricci, che ha composto il logo e i materiali, insieme al progetto poetico per i social di Malagola di Marco Sciotto, ricercatore dell’Ateneo di Catania-facoltà di Scienze Umanistiche.

logo di Stefano Ricci

Il corso di Alta formazione gratuito per 15 studenti MALAGOLA Pratiche della complessità: i processi creativi nella ricerca vocale e sonora contemporanea si prefigge l’obiettivo di preparare e consolidare professionalmente figure che gravitano a diverso titolo nell’ambito della creazione e della comunicazione artistica – nello spettro ampio che va dal teatro (performer, danzatori/danzatrici, attori e attrici, cantanti e/o strumentisti/e) alla produzione multimediale (radio, audioguide, audiolibri, ecc.). La pratica è indirizzata ad esplorare la voce e le sue interazioni con il suono e la musica strumentale, elettroacustica ed elettronica. Andranno a comporre il corpo docente, insieme a Montanari e Pitozzi, figure di primo piano della sperimentazione artistica nazionale ed internazionale e della ricerca estetica.

Malagola fa parte delle attività di formazione teorico-pratiche avviate dal Centro di produzione ed Ente di formazione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro.

Tra i partner promotori del corso a livello regionale, nazionale e internazionale che aderiscono al progetto: Fondazione Ravenna Manifestazioni-Ravenna Festival, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione I Teatri, Ater Fondazione, Fondazione Nazionale Aterballetto, Fondazione Flaminia, Mar – Museo d’Arte della Città di Ravenna, Istituto Superiore di Studi Musicali G. Verdi, Santarcangelo dei Teatri – Santarcangelo Festival, L’arboreto – Teatro Dimora MondainoCantieri Danza APS, Centro di Ricerca Produzione e Didattica musicale Tempo RealeEdison Studio Associazione Culturale,  Associazione Culturale Masque Teatro, Start Cinema, La Voce Artistica, BH Audio, Institut Français d’Italie, Italian and American Playwrights project-Umanism LLC- Martin E. Segal Theatre Center.

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scadenza invio candidature 9 dicembre 2022
a info@malagola.eu | +39 333 8996348 (lun-ven 9-13 e 14-18)
info Fb/Ig @MalagolaRavenna | info@malagola.eu

MALAGOLA Pratiche della complessità: i processi creativi nella ricerca vocale e sonora contemporanea

corso di Alta formazione gratuito per 15 studenti



Ravenna | da gennaio a giugno 2023

590 ore complessive: 490 ore di lezioni in aula, 100 ore di “Project Work”

Requisiti di accesso:

  • dai diciotto anni di età;
  • residenza o domicilio in Emilia-Romagna;
  • titolo di formazione secondaria quinquennale, laurea triennale, magistrale o equipollenti;
  • pregresse conoscenze, competenze ed esperienze nell’area professionale dello spettacolo acquisite attraverso percorsi formativi formali ed esperienze professionali testate, supportate dall’invio di materiale multimediale;
  • comprovate competenze ed esperienze nell’ambito della musica strumentale, elettronica ed elettroacustica supportate dall’invio di materiale multimediale.

Al termine sarà rilasciato un attestato di frequenza

Operazione approvata dalla Regione Emilia-Romagna con DGR n. 1951/2022 del 14/11/2022 Rif. PA 2022-17963/RER e cofinanziata con risorse del FSE+ 2021-2027 e della Regione Emilia-Romagna

Premio ANCT per Chiamata pubblica

Ermanna Montanari e Marco Martinelli hanno ricevuto il premio dell’Associazione Nazionale dei critici di Teatro per il progetto Chiamata pubblica per La Divina CommediaIeri, lunedì 14 novembre, si è tenuta al Teatro Nuovo di Napoli la cerimonia di consegna dei premi ANCT (Associazione Nazionale dei Critici di Teatro).

Ermanna Montanari e Marco Martinelli in una foto di Marco Caselli Nirmal durante Purgatorio

I due fondatori e direttori artistici del Teatro delle AlbeErmanna Montanari e Marco Martinelli – hanno ideato il Cantiere Dante, nel 2017, progetto che ha coinvolto migliaia di cittadini e cittadine di Ravenna, ma non solo, accanto agli attori e alle attrici della compagnia.

Un lavoro di scavo e approfondimento intorno a Dante, in occasione dei sette secoli della sua morte, che è stato scandito dalla musica di Luigi Ceccarelli, che si è avvalso delle scene e dei costumi degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera Milano – Scuola di Scenografia e Costume – guidati da Edoardo Sanchi e Paola Giorgi, delle luci di Francesco Catacchio e Fabio Sajiz e del suound design di Marco Olivieri.

Una reale e palpitante “messa in vita” della Commedia dantesca, che si è conclusa nel 2022 (un anno dopo, causa interruzioni pandemiche) con la realizzazione di Paradiso, ogni volta a partire dal luogo simbolo, il tempietto dove il poeta è sepolto a fianco della Basilica di San Francesco, dove si sono celebrati i funerali del sommo poeta nel 1321.

Il premio al progettoproduzione di Ravenna Festival, con il sostegno del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, e di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 per Purgatorio – valorizza quindi un lungo lavoro di tessitura di rapporti locali, nazionali e internazionali, che vedono in Ravenna il proprio punto di partenza.

Caratteristica del progetto, forte di una mescolanza tra alto e basso, tra la sacra rappresentazione medievale e il “teatro di massa” di Majakovskij, è quella di calare lo spettatore nei panni di Dante e di rendere protagonista la sostanza corale, insieme spirituale e politica, del teatro.

Da questa creazione sono nati altri progetti nel segno del sommo poeta, tra cui Dante nei cinque continenti, sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall’Istituto italiano di Cultura di Buenos Aires e di New York, che ha debuttato nel mese di ottobre al Teatro San Martín/Complejo Teatral di Buenos Aires, uno tra i più importanti e iconici teatri della capitale argentina.

“Le mie più sincere congratulazioni a Marco Martinelli ed Ermanna Montanari per questo importante e meritato riconoscimento che ci riempie di orgoglio e soddisfazione – è il commento del sindaco di Ravenna, Michele De Pascale -. Questo premio coglie l’assoluta straordinarietà dell’esperienza Chiamata Pubblica per La Divina Commedia che ha rappresentato molto più di una bellissima opera teatrale. È stata la dimostrazione concreta di una comunità capace di unire le proprie energie per dare vita a una meravigliosa avventura collettiva di cui ci siamo sentiti tutti e tutte protagonisti. L’arte di Ermanna Montanari e Marco Martinelli ha saputo raccogliere i versi del Poeta per esaltarne il legame con la contemporaneità, in una profonda connessione con lo spirito della Divina Commedia. Ancora una volta il Teatro delle Albe porta il nome di Ravenna nelle eccellenze nazionali e internazionali della produzione teatrale contemporanea”.

Ravenna Festival, che ha fortemente voluto questo straordinario progetto di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, non può che essere molto felice ed orgoglioso per questo ulteriore riconoscimento al ‘Cantiere Dante’– osservano congiuntamente il sovrintendente Antonio De Rosa e il direttore artistico Franco Masotti -. Se la Divina Commedia è stata ‘messa in vita’ dal Teatro delle Albe e da tutti coloro che hanno così sapientemente e generosamente collaborato, anche la città stessa è tornata a vivere, nel suo festival, dopo il lungo silenzio provocato dalla pandemia, con un Paradiso tripudiante, luminoso e catartico. Ora Ravenna può dirsi ancora più di prima la città di Dante, la città della Commedia che si è fatta palcoscenico rendendo i suoi cittadini protagonisti di un grande affresco teatrale che ricorderemo a lungo”.

“Marco Martinelli e Ermanna Montanari – scrive Giulio Baffi, presidente ANCT, nella motivazione del Premio – sono i costruttori infaticabili di questa cattedrale dello spirito, sono gli artigiani al servizio della parola del poeta, sono gli architetti che hanno deciso di sfidare il cielo, di erigere questa loro cattedrale nel segno di un’urgenza: ridare corpo alla comunità attraverso la poesia. È infatti la vita, il suo flusso energetico, che Martinelli, Montanari e il Teatro delle Albe vanno cercando, sempre e comunque, con l’obiettivo, da rabdomanti della bellezza, di scoprire il fuoco nascosto di un’umanità che ha la potenzialità di essere connessa all’universale, di darsi per trasformare il mondo, renderlo migliore nell’attenzione dell’altro, nel contatto con l’altro”.

 

Breve cronologia dei premi ricevuti nel corso delle Chiamate pubbliche:

INFERNO – PURGATORIO  – PARADISO (2017 < 2022) 

La consegna dei premi della critica, manifestazione con cui l’Associazione nazionale dei critici di teatro segnala ogni anno gli spettacoli, i personaggi e le iniziative di particolare importanza registrate nella stagione precedente, si è tenuta quest’anno nel capoluogo campano lo scorso 14 novembre ed è stata ospitata dal Teatro Pubblico Campano nello storico Teatro Nuovo di Napoli.

Per INFERNO, Marco Martinelli e Ermanna Montanari hanno ricevuto altri prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali: Premio Ubu 2017 (“miglior progetto curatoriale”); Premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro-ANCT; Lauro Dantesco ad honorem e Premio Culturale della VDIG-Vereinigung Deutsch-Italienischer Kultur-Gesellschaften.

Per fedeli d’amore: Premio Ubu 2018 “miglior attrice” a Ermanna Montanari

Per PURGATORIO al Teatro delle Albe è stato assegnato il PREMIO AWARDS 2019 PER LA CULTURA dall’Ordine dei Dottori e degli Esperti Contabili di Ravenna per avere restituito ai cittadini di Ravenna l’opera del sommo poeta in chiave corale.

Il mio ‘Periodo Pasolini’: intervista a Daniele Roccato

LA STAGIONE DEI TEATRI 2022-2023

 

Intervista a Daniele Roccato, contrabbassista e compositore che ha realizzato le musiche dello spettacolo Pasolinacci e Pasolini. Quattro movimenti di ascolto, di e con Marco Martinelli e Ermanna Montanari, in scena venerdì 18 e sabato 19 novembre 2022 alle ore 21, domenica20 novembre alle ore 15.30, al Teatro Rasi.

Come ha composto questa drammaturgia sonora?
“La composizione musicale è nata insieme alla drammaturgia vera e propria; in pratica è venuta da sé, insieme al testo. Lo schema da cui siamo partiti è quello della drammaturgia teatrale, su cui ho realizzato una bozza musicale e poi, a mano a mano che si precisava lo scritto, si chiariva anche la musica. Si può dire che siano cresciute insieme”.

Qual è la figura di Pasolini che emerge?
“Da questo spettacolo emerge quello che Pasolini ha significato per i giovani di quella generazione e, più dettagliatamente, quello che ha rappresentato per Marco, Ermanna e per il Teatro delle Albe. Da un lato c’è il peso specifico della sua figura, l’apertura che ha portato e l’immaginario che ha saputo creare, dall’altro c’è la musica, che qui viene influenzata dalla visione e dalla sensibilità stessa di Pasolini”.

Quello con Marco Martinelli e Ermanna Montanari è un rapporto che dura da anni: cosa aggiunge, questo, allo spettacolo?
“Si può dire che Pasolinacci e Pasolini sia la summa del lavoro portato avanti, insieme, nell’ultimo decennio. Qui la musica si presenta come un nuovo personaggio: in un dialogo immaginario rappresenta una sorta di controparte, un interlocutore, è il raccolto di quello che è stato seminato e su cui si è lavorato in questi anni”.

Qual è il suo rapporto con Pasolini?
“È un rapporto molto distratto, non ho mai avuto un ‘periodo Pasolini’, come invece è accaduto con altri scrittori e come succede spesso, in particolare da adolescenti, con film e libri. Posso dire che il mio ‘Periodo Pasolini’ sia questo: sto infatti mettendo insieme tutto quello che ho visto e letto negli ultimi anni. Ricordo con grande piacere una trasmissione di Enzo Biagi in cui questo intellettuale è stato ospite e in cui, citando implicitamente McLuhan, spiegava come, chi parli attraverso il medium televisivo, influenzi lo spettatore anche solo per il mezzo stesso che utilizza. Mi piace ricordare il Pasolini che ‘rompeva’ il giocattolo della comunicazione televisiva, che guardava la realtà negli occhi e la svelava senza pudore. Per me Pasolini era questo”.

Intervista a cura di Federica Ferruzzi.

al Teatro Rasi due serate dedicate a Pier Vittorio Tondelli

In scena il testo Pier a Novembre dello scrittore Paolo Landi

Avranno per titolo Pier a Novembre le due serate dedicate a Pier Vittorio Tondelli in programma l’8 e il 9 novembre al Teatro Rasi alle ore 21:00. Il nome trae spunto dal testo che il giornalista Paolo Landi, amico di Tondelli, ha scritto in occasione del trentesimo anniversario della morte, avvenuto il 16 dicembre 2021.
In quell’occasione Marco Belpoliti, direttore di Doppiozero, chiese a Paolo Landi un ricordo dello scrittore. Landi, amico di Tondelli dal 1982 fino alla sua morte, non era mai intervenuto: decise di farlo, per la prima volta, rilasciando un’intervista a Sky Arte e scrivendone per Doppiozero.

Oltre a un pezzo di diario ritrovato, Landi pubblicò sul magazine online una testimonianza inedita, intitolata Pier a novembre, in cui riferiva di una domenica all’ospedale di Reggio Emilia, dove il suo amico era ricoverato nel reparto infettivi-malati terminali.
Questo racconto si prestava ad essere letto in un podcast e Marco Martinelli e Ermanna Montanari, che lo avevano ricevuto da Marco Belpoliti, decisero di prendersene cura: Alessandro Argnani, Roberto Magnani e Laura Redaelli lo recitarono, Daniele Nasi eseguì le musiche al sax, Marco Olivieri curò la regia del suono.

Il testo, prodotto da Ravenna Teatro/Teatro delle Albe – con la regia di Marco Martinelli, che ne è ideatore insieme a Ermanna Montanari – riprenderà vita alle 21:00 proprio grazie agli attori delle Albe Alessandro Argnani, Roberto Magnani e Laura Redaelli.  A seguire Paolo Landi dialogherà con la giornalista Federica Ferruzzi. Magnani, in chiusura, leggerà Autobahn, che conclude il primo libro dello scrittore emiliano, Altri libertini, scritto nel 1980.

Il 9 novembre, sempre alle 21, andranno in replica Pier a Novembre e la lettura di Autobahn.

Ingresso unico 4 €, biglietteria aperta a partire da un’ora prima dello spettacolo.
Posti limitati.
Informazioni e prenotazioni Ravenna Teatro dalle 10:00 alle 18:00, tel. 0544 36239

Al Mar va in scena il teatro, doppio appuntamento a novembre

Si consolida la collaborazione tra Ravenna Teatro e Museo d’arte della città

Gli spazi del Mar, museo d’arte della città di Ravenna, tornano ad accogliere nuove performance teatrali suggellando la collaborazione con Ravenna Teatro grazie a due produzioni che andranno in scena tra novembre e dicembre.

Il primo spettacolo in programma ha per titolo Un quadro – liberamente tratto dall’opera di Heiner Müller, di e con Roberto Magnani e il duo Cacao, produzione Teatro delle Albe / Ravenna Teatro, – ed è previsto nella sede di via Roma 13 il 3, 4, 5 novembre alle 18 e alle 19.30. Si tratta di un frammento onirico e ossessivo che vede in scena l’attore Magnani avvolto dal suono rock-techno-strumentale-psichedelico di Cacao, duo composto da Matteo Pozzi e Diego Pasini. Un’installazione da camera in cui gli spettatori verranno precipitati all’interno del mondo psichico che emerge dalla descrizione di un quadro inesistente, attraverso il flusso vorticante della voce in dialogo compositivo con l’universo sonoro dell’opera.

Il 27 novembre, 4, 11 e 18 dicembre, alle 15 e 16.30, toccherà invece a Il mostro di Ravenna. Regia e cura dello spazio Alessandro Argnani e Alessandro Panzavolta, testo di Nevio Spadoni, con l’attrice Laura Redaelli e un allievo dell’Istituto superiore di Studi musicali Giuseppe Verdi di Ravenna. Le musiche sono del maestro Christian Ravaglioli. Il testo di Spadoni ripercorre la leggenda del mostro di Ravenna, personaggio che aderisce alle corde del poeta ravegnano. Spadoni – che da  sempre predilige i reietti, i rifiutati dalla società e i perseguitati dal potere dei benpensanti – riabilita questa figura, capro espiatorio come tanti altri nella storia, dandogli ‘diritto di cittadinanza’, come persona, nonostante i suoi limiti.

Entrambi gli spettacoli si svolgono in collaborazione con la Rassegna Biennale di Mosaico Contemporaneo, che apre i luoghi più suggestivi della città ad artisti provenienti da tutto il mondo trasformando monumenti, musei, chiostri e spazi simbolici in gallerie d’eccezione, dove le arti più diverse si incontrano per dar vita a commistioni innovative.

 

informazioni e prenotazioni

0544 36239 – 3783046661

biglietti

Un quadro: 12 euro (comprensivo di accesso alla mostra Prodigy Kid)
Il mostro di Ravenna: 8 euro

Master Ikona, c’è ancora tempo per iscriversi

È prorogata all’11 novembre la possibilità di prendere parte al corso sulla produzione, curatela digitale e valorizzazione del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo

 

È stata prorogata fino all’11 novembre la possibilità di iscriversi al Master dal titolo Ikona. Produzione, curatela digitale e valorizzazione del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo, frutto del dialogo tra il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e il Dipartimento di Beni Culturali – Campus di Ravenna, in stretta connessione con Ravenna Teatro, Amministrazione comunale e Fondazione Flaminia, ospitato dalla città di Ravenna.

Il Master – diretto da Enrico Pitozzi, studioso e docente dell’Alma Mater Studiorum – è finalizzato alla formazione di figure che contribuiscano alla produzione di documenti audiovisivi e alla curatela digitale del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo, incluse le riprese per eventi streaming, ed è connotato da una natura fortemente pratica, come dimostrano le 176 ore di laboratorio che si terranno presso il Teatro Rasi, in stretta connessione con artisti e artiste di rilievo del panorama europeo.

L’obiettivo è quello di formare figure qualificate, capaci di operare in due diverse direzioni: da un lato nell’elaborazione di nuovi protocolli di documentazione e ripresa dello spettacolo (per lo streaming, la fruizione in piattaforme on demand o affini), dall’altro nella cura e nella valorizzazione digitale dell’importante patrimonio conservato da Teatri, Enti Lirici, Fondazioni che, a vario titolo, si occupano di spettacolo dal vivo, in Italia e in Europa. Da qui il coinvolgimento di Ravenna Teatro, che metterà a disposizione il Teatro Rasi per effettuare l’intera sezione laboratoriale del Master. Le e i partecipanti, per un massimo di 25 persone, lavoreranno in palcoscenico in stretto contatto con gli artisti. In questo quadro è stata importante anche la collaborazione con la Fondazione Ravenna Manifestazioni, nelle persone di Franco Masotti e Antonio De Rosa, che ha permesso di operare con il consorzio Digitalia, importante realtà che offre servizio di streaming, modalità che ha favorito la ripartenza nel post pandemia. Altri pilastri che hanno permesso la costruzione di questo Master sono stati ERT – Emilia-Romagna Teatro Fondazione, che ha finanziato cinque borse di studio da destinare agli studenti più meritevoli, Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto; Tempo Reale; Il Piccolo Teatro di Milano; Fondazione Romaeuropa; il centro nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni; BH; Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza, L’arboreto; Teatro Comunale di Bologna; Kublai Film e altri che si stanno aggiungendo in questi giorni. Il Master prevede infatti 500 ore di stage presso questi enti, da un lato per immaginare forme di valorizzazione del patrimonio archiviato, dall’altro per mettere a frutto le competenze acquisite nella documentazione innovativa dello spettacolo dal vivo. 
Per raggiungere gli obiettivi prefissati, sul piano didattico, non mancano figure di rilievo quali il produttore cinematografico Marco Müller – che intratterrà su strategie per affrontare il mercato – o l’artista Leone d’argento 2020 della Biennale di Venezia Claudia Castellucci, che parlerà della sua concezione degli “archivi d’Arte”. Dal tema dell’estetica della scena multimediale – con la presenza della prof.ssa Maria Grazia Berlangieri (Università La Sapienza) e del prof. Francesco Spampinato (Unibo) – alle forme della drammaturgia audiovisiva (proff. Guccini e Iannucci), passando per la curatela e valorizzazione digitale del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo (prof. Stefano Allegrezza – Unibo), sono diversi gli ambiti di intervento che toccano anche l’aspetto della creatività nei processi di innovazione tecnologica (prof. Giovanni Corazza – Unibo), senza tralasciare una fondamentale sezione dedicata agli aspetti legislativi con la dott.ssa Patrizia Cuoco e il prof. Matteo Paoletti (Unibo), che è stato addetto culturale presso il Ministero degli Affari Esteri per i progetti Unesco di valorizzazione del patrimonio immateriale.

Sul versante workshop, il co-fondatore del Teatro delle AlbeMarco Martinelli, metterà a frutto la sua esperienza teatrale e cinematografica fornendo ai partecipanti le competenze nel tradurre il materiale scenico in materiale audiovisivo, aspetto trattato anche dalla videomaker Elisabeth Coronel. Una seconda sessione di workshop riguarderà invece le strategie di documentazione dei processi creativi adottati in palcoscenico e la loro resa documentale, con l’intervento di Alessandro Renda, Catherine Maximoff e Giulio Boato, mentre il workshop dedicato ai videoducumenti | videoambienti non potrà che essere affidato alla sapienza di Studio Azzurro, storica formazione milanese pioniera della videoarte. In questo quadro non poteva mancare un’esperienza laboratoriale sulle pratiche di registrazione | spazializzazione del suono degli spettacoli, affidato all’esperienza di Massimo Carli, fondatore dell’azienda BH, leader in Italia e in Europa nella fornitura di servizi audio tecnologicamente avanzati per lo spettacolo dal vivo, e del consorzio digITALIA, che metteranno a disposizione del Master le competenze acquisite nel fornire servizi di ripresa streaming.

La partenza delle attività del Master è prevista per il gennaio 2023, con frequenza il venerdì e il sabato.

Informazioni

Informazioni
https://www.unibo.it/it/didattica/master/2022-2023/ikona-produzione-curatela-digitale-e-valorizzazione-del-patrimonio-audiovisivo-dello-spettacolo-dal-vivo

Si alza il sipario per i più piccoli

spettacoli per scoprire la bellezza nascosta dietro alle paure

Il 25 ottobre viene inaugurata la rassegna Famiglie e Scuole, che da quest’anno cambia nome ed entra a far parte de La Stagione dei Teatri

Le stagioni denominate La Stagione dei Piccoli e Ragazzi a Teatro – sostenute dall’assessorato alla Scuola del Comune di Ravenna per la valenza della funzione del teatro in questo ambito – da quest’anno si unificano e cambiano nome in Famiglie e Scuole, affiancando il programma de La Stagione dei Teatri. A rimanere invariato è il pubblico a cui la programmazione di Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro si rivolge: da un lato ci sono i ragazzi e le ragazze delle scuole, dal nido agli istituti secondari di primo grado, accompagnati dai loro insegnanti, mentre dall’altro ci sono famiglie che intendono usufruire del potere immaginifico del teatro per donare ai bambini e alle bambine nuovi strumenti di lettura del presente.
La rassegna 2022/23 conta ventidue spettacoli portati in scena da compagnie che provengono da tutt’Italia e che hanno partecipato a festival internazionali. Protagonisti sono storie e personaggi diversi che, in molti casi, inducono ad affrontare i propri mostri imparando dalle favole. Spettacoli per riflettere sul tema della diversità, che invitano a scoprire la bellezza nascosta dietro alle paure.

Accanto agli spazi del Teatro Rasi viene così riconfermato il palcoscenico del teatro Socjale di Piangipane, che torna ad essere uno spazio dedicato all’infanzia grazie alla rinnovata collaborazione di Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro con la Fondazione del Teatro Socjale.

La Stagione sarà inaugurata il 25 ottobre al Rasi da una produzione di Ravenna Teatro dal titolo Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese, vincitore del premio Eolo Award 2019 proprio come migliore produzione. A cura di Ker Théâtre Mandiaye Ndiaye, lo spettacolo è nato in Senegal nel solco della feconda relazione del Teatro delle Albe con Diol Kadd e gli attori legati a Mandiaye N’Diaye. Mettendo in corto circuito la fiaba europea di Cappuccetto Rosso con la tradizione africana, Thioro vede in scena e in dialogo Adama Gueye, Fallou Diop, attori e musicisti, e Andrea Carella, compositore e trombettista. Un viaggio dal ritmo pulsante, che grazie all’intreccio di lingue, strumenti e immaginari porterà ogni spettatore alla scoperta non del bosco, ma della savana, e all’incontro non con il lupo, ma con Buky la iena.

Accanto a questa compagnia proveniente dall’Africa ci sono diverse produzioni da fuori regione tra le migliori in Italia, che rinsaldano un rapporto di relazioni intrecciate negli anni da Drammatico Vegetale, storica realtà guidata da Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni, curatori della rassegna in cui sono presenti con i loro spettacoli. Il programma comprenderà infatti due nuovi progetti firmati dai due direttori artistici: la produzione dal titolo Albero e il riallestimento di uno storico spettacolo dal titolo Viaggio in aereo. A gennaio tornerà inoltre la collaborazione con i Menoventi in occasione della giornata della memoria con lo spettacolo Lei conosce Arpad Weisz? per riflettere sull’indifferenza all’antisemitismo che ha segnato la fine degli anni Trenta, mentre saranno due le rappresentazioni che rientreranno nel festival internazionale Arrivano dal mare! in co-programmazione con Teatro del Drago.

BIGLIETTI

Per le famiglie ingresso unico 5 euro. I biglietti sono in vendita sul sito.
Prevendita telefonica solo tramite Satispay al numero 333 7605760 da lunedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00.
La biglietteria è aperta il giovedì dalle 16:00 alle 18:00 al Teatro Rasi e da un’ora prima nei luoghi di spettacolo.

Per le scuole ingresso spettacoli 5 euro, gratuito per insegnanti e accompagnatori.
Le scuole possono fare richiesta di trasporto organizzato al costo di 4 euro a persona
(il servizio non copre il percorso per il Teatro Socjale). Prenotazioni esclusivamente per via telefonica dal martedì al giovedì dalle 9:30 alle 12:00 e il mercoledì anche dalle 15:00 alle 18:00 allo 0544 30227 (referenti Sara Maioli e Monica Randi). Il modulo per la conferma della prenotazione va scaricato dal sito ravennateatro.com e inviato entro tre giorni a ragazziateatro@ravennateatro.com. Il pagamento va effettuato con bonifico bancario inviando la ricevuta via mail una settimana prima dello spettacolo. Le disdette vanno comunicate sia telefonicamente che via mail 20 giorni prima: la mancata comunicazione (escluse cause di forza maggiore) comporta il pagamento di una penale pari a 3 euro per ogni prenotato.

Gli spettacoli per le scuole sono organizzati in collaborazione con Accademia Perduta/ Romagna Teatri.

Chi visiterà il nuovo negozio di Stadera in via Antonio Cesari a Ravenna potrà inoltre prenotare i biglietti ad un prezzo scontato per lo spettacolo Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese.

INFORMAZIONI

Gli uffici di Ravenna Teatro sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, tel. 0544 36239.

Gli Stati Generali della non-scuola

Dal 14 al 16 ottobre il Teatro Rasi ospita gli Stati Generali della non-scuola

 

Il 14,15 e 16 ottobre al Teatro Rasi di Ravenna si terranno gli Stati generali della non-scuola organizzati da Ravenna Teatro / Teatro delle Albe. Per la prima volta la città in cui è nata l’idea di realizzare un’esperienza teatrale “asinina” e antiaccademica ospita guide – provenienti da tutt’Italia – che in questi anni hanno contribuito alla crescita di questa pratica non solo a Ravenna, ma su tutto il territorio nazionale. Un’esperienza ideata nel 1991 e cresciuta in forte relazione con le istituzioni locali e scolastiche in diverse parti del mondo, che ha assunto nel tempo l’importanza e il riconoscimento di un vero e proprio passaggio formativo nel segno del cortocircuito di arte e vita.

La non-scuola coinvolge ogni anno centinaia di ragazzi, che si confrontano con i testi della tradizione teatrale, li attraversano e li “mettono in vita” in una preziosa occasione offerta dal teatro, che è prima di tutto “Incontro con l’altro, è l’altro che interroghiamo e che ci interroga, è il nostro specchio rovesciato, è il non conosciuto e il non conoscibile. Il teatro è il laboratorio in cui tale conoscenza oscura può darsi per enigmi, per lampi”, come sostiene da sempre Marco Martinelli, fondatore de Le Albe e della non-scuola.

L’incontro ravennate, condotto da Martinelli, sarà l’occasione per mettere in comune diversi percorsi, un sinodo che vuole essere il primo di una serie di appuntamenti annuali a partire dalla pratica della non-scuola e che sarà rivolto agli addetti ai lavori. Il calendario prevede però tre momenti che saranno invece aperti a tutta la città.

Il primo di questi momenti sarà venerdì 14 ottobre alle 17:00 alla libreria Momo di via Mazzini, dove si terrà la presentazione del libro Manuale d’Incanto di Cristiano Sormani Valli (Sabir editore) che da anni segue con sguardo critico l’attività della non-scuola. Il libro è un piccolo manuale per l’incanto. Ogni disegno è realizzato da mani abili, quelle di Alessandra Di Consoli, che immaginano storie attraverso i colori, trasformando pensieri in personaggi e nuovi mondi da esplorare.

La sera, alle 21, al Teatro Rasi, andrà invece in scena lo spettacolo Achille – Studio sulla fragilità umana di Salvatore Tringali e Orazio Condorelli, con la collaborazione di Francesco Arevalos, che prende spunto dalla figura dell’eroe della mitologia greca per raccontare una storia moderna sulla vulnerabilità terrena. Dal taglio documentaristico, rafforzato dall’introduzione di riprese video, lo spettacolo ha una decisa connotazione sonora segnata dal rumore di acque, che qui assume molteplici significati.

Sabato 15 ottobre, alle 21, dopo una giornata dedicata agli addetti ai lavori, toccherà invece a Michele Bandini con lo spettacolo Cani, una riflessione sugli equilibri di potere talvolta distruttivi, talvolta generativi, che animano i rapporti genitori-figli.

Domenica 16 ottobre i lavori riprenderanno alle 9.30 per concludersi alle 14. La mattinata ospiterà inoltre la trasmissione radiofonica Caffè di Bolzano29 – duetto culturale della domenica mattina condotto da Oliviero Ponte di Pino e Giulia Alonzo – che dopo l’arresto dovuto alla pandemia riparte proprio da Ravenna. Gli incontri sono fruibili online, in diretta e sulle pagine Facebook e Youtube di Bolzano29 e canale Twitch di Bolzano29.

 

Biglietti

10 euro intero \ 8 euro ridotto Abbonati de La Stagione dei Teatri 2022-2023 \ 5 € Under20
Promozione 2 spettacoli 12 euro (prenotando al numero 378 304 6661 o via mail a promozione@ravennateatro.com)

Biglietti in vendita direttamente qui dal sito e presso la biglietteria del Teatro Rasi il giovedì dalle 16 alle 18 e un’ora prima degli spettacoli

 

Dal 4 al 6 ottobre al Rasi il prologo di Fèsta

E production e Ravenna Teatro presentano il prologo di Fèsta, festival delle arti performative contemporanee, dal 4 al 6 ottobre al Teatro Rasi di via Roma 39. Le prime due giornate verranno inaugurate, alle 19, dallo spettacolo della compagnia Menoventi, dal titolo Entertainment. Una commedia in cui tutto è possibile, seguito, alle 21, da Siamo tutti cannibali, produzione firmata da Roberto Magnani / Teatro delle Albe. Giovedì 6 sarà invece possibile assistere al solo spettacolo delle Albe che sarà però fissato alle 21.30.

“Senza di te io non esisto”, “si può amare qualcuno che non c’è?”. Ivan Vyrypaev, autore del testo dello spettacolo, ci accompagna attraverso queste riflessioni e domande ai confini della rappresentazione. In Entertainment. Una commedia dove tutto è possibile un uomo e una donna vanno a teatro per assistere a uno spettacolo che li porta a interrogarsi sull’intima natura dell’intrattenimento. Spettatori attenti e curiosi, condividono e commentano le loro intuizioni sulle regole della finzione teatrale e sul rapporto che intercorre tra i fantasmi che popolano il palcoscenico, senza però riuscire a individuare un netto confine tra l’attore e il personaggio. In scena gli attori Tamara Balducci e Francesco Pennacchia sono guidati dalla regia di Gianni Farina di Menoventi.

In Siamo tutti cannibali è invece l’abisso che abita ogni essere umano il vero protagonista. Una “sinfonia” – nata da una personalissima selezione di brani tratti dal capolavoro letterario di Herman Melville ad opera dell’attore protagonista Roberto Magnani – in cui il contrabbasso diventa la voce dell’intera Pequod, la baleniera capitanata da Achab, pervasa dagli scricchiolii del ponte sotto i piedi dell’equipaggio, come dal furioso sbattere di code degli squali affamati contro la prua e in cui risuonano le voci del capitano con una gamba sola, di Ismaele e di tutti coloro  che popolano il veliero. Lo spettacolo nasce dalla richiesta che il contrabbassista Giacomo Piermatti ha rivolto a Magnani dopo aver collaborato con lui alla Chiamata Pubblica – progetto che ha coinvolto centinaia e centinaia di cittadini e cittadine nella costruzione di uno spettacolo dedicato alla trilogia dantesca – insieme  regista del suono Andrea Venieri, allievo di Luigi Ceccarelli, storico collaboratore del Teatro delle Albe. 

BIGLIETTI

Intero 10 euro, ridotto 8 euro Under 30  e abbonati a La Stagione dei Teatri.

Promozione  Entertainment + Siamo Tutti cannibali 12 euro.

I biglietti si possono acquistare nella biglietteria on-line oppure presso la biglietteria del Teatro Rasi il giovedì dalle 16 alle 18, la sera stessa dello spettacolo oppure prenotando al 3337605760 e pagando con Satispay o tramite bonifico.

 

INFORMAZIONI E CONTATTI

Ravenna Teatro tel. 0544 36239 / 3337605760, info@ravennateatro.com Gli uffici di Ravenna Teatro sono aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18 presso il Teatro Rasi in via di Roma 39 a Ravenna. 

Un Master, unico in Italia, per valorizzare il patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo

Sarà Ravenna, prima città in Italia e in Europa, ad ospitare il Master dal titolo Ikona. Produzione, curatela digitale e valorizzazione del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo, frutto del dialogo tra il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e il Dipartimento di Beni Culturali – Campus di Ravenna in stretta connessione con Ravenna Teatro, Amministrazione comunale e Fondazione Flaminia.  

Il Master nasce da una precisa esigenza didattica dello studioso e docente dell’Alma Mater Studiorum, Enrico Pitozzi: “Facendo lezione e confrontandomi con gli studenti e con i principali teatri nazionali – spiega il docente, che sarà il direttore del Master – mi sono accorto della mancanza di materiali tecnologicamente avanzati riguardanti la documentazione dello spettacolo dal vivo; o meglio, qualcosa c’è, ma l’esistente non è in grado di restituire l’esperienza del palcoscenico né, tantomeno, il processo di creazione. Oggi, però, possiamo contare su tecnologie che permetterebbero la produzione di materiali audiovisivi innovativi, anche a carattere immersivo. Da qui l’idea di organizzare un Master finalizzato alla formazione di figure che contribuiscano alla produzione di documenti audiovisivi e alla curatela digitale del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo, incluse le riprese per eventi streaming”. 

l Master è quindi connotato da una natura fortemente pratica, come dimostrano le 176 ore di laboratorio che si terranno presso il Teatro Rasi in stretta connessione con artisti e artiste di rilievo del panorama europeo. “In particolare – prosegue Pitozzi – l’obiettivo è quello di formare figure qualificate capaci di operare in due diverse direzioni: da un lato nell’elaborazione di nuovi protocolli di documentazione e ripresa dello spettacolo (per lo streaming, la fruizione in piattaforme on demand o affini), dall’altro nella cura e nella valorizzazione digitale dell’importante patrimonio conservato da Teatri, Enti Lirici, Fondazioni che, a vario titolo, si occupano di spettacolo dal vivo, in Italia e in Europa”.

Da qui il coinvolgimento di Ravenna Teatro, che metterà a disposizione il Teatro Rasi per effettuare l’intera sezione laboratoriale del Master. “Le e i partecipanti, per un massimo di 25 persone, lavoreranno in palcoscenico in stretto contatto con gli artisti. In questo quadro è stata importante anche la collaborazione con la Fondazione Ravenna Manifestazioni, nelle persone di Franco Masotti e Antonio De Rosa, che ha permesso di operare con il consorzio Digitalia, importante realtà che offre servizio di streaming, modalità che ha favorito la ripartenza nel post pandemia. Altri pilastri che hanno permesso la costruzione di questo master sono stati ERT – Emilia-Romagna Teatro Fondazione, che ha finanziato cinque borse di studio da destinare agli studenti più meritevoli, Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto; Tempo Reale; Il Piccolo Teatro di Milano; Fondazione Romaeuropa; il centro nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni; BH; Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza, L’arboreto; Teatro Comunale di Bologna; Kublai Film e altri che si stanno aggiungendo in questi giorni. Il Master prevede infatti 500 ore di stage presso questi enti, da un lato per immaginare forme di valorizzazione del patrimonio archiviato, dall’altro per mettere a frutto le competenze acquisite nella documentazione innovativa dello spettacolo dal vivo”. 

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, sul piano didattico, non mancano figure di rilievo quali il produttore cinematografico Marco Müller – “che tratterà di strategie per affrontare il mercato” – o l’artista Leone d’argento 2020 della Biennale di Venezia Claudia Castellucci, che parlerà della sua concezione degli “archivi d’Arte”. Dal tema dell’estetica della scena multimediale – con la presenza della prof.ssa Maria Grazia Berlangieri (Università La Sapienza) e del prof. Francesco Spampinato (Unibo) – alle forme della drammaturgia audiovisiva (proff. Guccini e Iannucci), passando per la curatela e valorizzazione digitale del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo (prof. Stefano Allegrezza – Unibo), sono diversi gli ambiti di intervento che toccano anche l’aspetto della creatività nei processi di innovazione tecnologica (prof. Giovanni Corazza – Unibo), senza tralasciare una fondamentale sezione dedicata agli aspetti legislativi con la dott.ssa Patrizia Cuoco e il prof. Matteo Paoletti (Unibo), che è stato addetto culturale presso il Ministero degli Affari Esteri per i progetti Unesco di valorizzazione del patrimonio immateriale.

Sul versante workshop, il co-fondatore del Teatro delle AlbeMarco Martinelli, metterà a frutto la sua esperienza teatrale e cinematografica fornendo ai partecipanti le competenze nel tradurre il materiale scenico in materiale audiovisivo, aspetto trattato anche dalla videomaker Elisabeth Coronel. Una seconda sessione di workshop riguarderà invece le strategie di documentazione dei processi creativi adottati in palcoscenico e la loro resa documentale, con l’intervento di Alessandro Renda, Catherine Maximoff e Giulio Boato, “mentre il workshop dedicato ai videoducumenti | videoambienti non potrà che essere affidato alla sapienza di Studio Azzurro, storica formazione milanese pioniera della videoarte. In questo quadro non poteva mancare un’esperienza laboratoriale sulle pratiche di registrazione | spazializzazione del suono degli spettacoli, affidato all’esperienza di Massimo Carli, fondatore dell’azienda BH, leader in Italia e in Europa nella fornitura di servizi audio tecnologicamente avanzati per lo spettacolo dal vivo, e del consorzio Digitalia, che metteranno a disposizione del Master le competenze acquisite nel fornire servizi di ripresa streaming”. 

Enrico Pitozzi, direttore del Master

“Essendo la prima edizione – spiega Pitozzi – ho voluto fortemente che l’avvio delle attività del Master fosse preceduto da una giornata di seminario-confronto con i direttori e le direttrici degli enti partner, aperto alla città di Ravenna, così da mettere a fuoco i temi e le sfide che il Master intende affrontare. In modo speculare – a compimento del percorso – ho immaginato un seminario di chiusura, così da tracciare un bilancio delle attività svolte. La scelta di Ravenna per ospitare l’intero processo – conclude il direttore – è in continuità con il lavoro che, insieme ad Ermanna Montanari, stiamo portando avanti a Malagola, e si inserisce nell’insieme di relazioni che stiamo intrattenendo con le tante realtà presenti sul territorio. Proprio per alimentare il dialogo con la città è stato coinvolto anche il Mar, nei cui spazi – nell’arco del 2023 – si potrà assistere alla programmazione delle produzioni audiovisive degli artisti ospitati”.  

 

Le iscrizioni scadranno il 30 ottobre. La partenza delle attività del Master è prevista per il gennaio 2023, con frequenza il venerdì e il sabato.

Informazioni

https://www.unibo.it/it/didattica/master/2022-2023/ikona-produzione-curatela-digitale-e-valorizzazione-del-patrimonio-audiovisivo-dello-spettacolo-dal-vivo