Novità

  • SERATA D’ONORE PER IL POETA NEVIO SPADONI
    2 aprile 2019

    L’eloquio di Spadoni è morbido, a differenza del suo dialetto; ma come il suo dialetto sa di antico. Molcisce piacevolmente le “c” ed è costellato di quegli intercalari–lucciola che stanno diventando sempre più rari. Ma nonostante questo controllo, e soprattutto quando si fa più concitato, emergono in qua e in là nel suo discorso guizzi di romagnolo verace, zeta inconfondibili e inorgoglite; così come orgoglioso e fiero, Spadoni s’accalora nel raccontarmi dei suoi premi, dell’amicizia con grandi poeti, di una carriera degna di un fine poeta laureato. (…) L’uso del dialetto, nel 2016, secondo Nevio Spadoni, che senso ha?

    Prima il dialetto costituiva un’identità perché era la lingua dell’oralità, del parlare quotidiano. Nella realtà contadina, soprattutto. Oggi è diventato un idioletto. Si prenda il caso di Raffaello Baldini e della sua poesia: è un dialetto mescolato con altre gergalità. Lo stesso Giovanni Nadiani e altri ancora hanno seguito questa strada. Insomma, il dialetto non ha più la stessa purezza, quella arcaicità, quella originalità che aveva un tempo. Ma il senso dello scrivere in dialetto, oggi, non si esaurisce in un sentimento nostalgico. Per me significa scrivere nella lingua che mi è più propria, che mi ha dato l’imprinting, che è stata la mia prima lingua, appresa dai genitori, nella campagna nella quale ho abitato per trent’anni. Mi sono sempre sentito un archeologo della parola, alla ricerca di quel linguaggio legnoso che oggi è perduto, o va scomparendo. (…) È diventata da lingua popolare lingua elitaria, scritta prevalentemente nell’uso alto, lirico.

    Raffaello Baldini diceva che ci sono delle cose che succedono solo in dialetto. Queste cose succedono ancora?

    No, le cose non succedono più in dialetto. Però, se vai in certe osterie particolari, in certi bar frequentati soprattutto da persone anziane dialettofone, vedrai ancora modi di fare, di comportarsi, modi di essere e anche di esprimersi che sono peculiari di un mondo passato. (…) Ma esistono ancora luoghi isolati, realtà sperdute, dove le cose succedono in dialetto, dove il vissuto diventa un tutt’uno con l’espresso. Ho insegnato tanti anni nelle scuole, nei licei ravennati per esempio, e mi sono reso conto di come il dialetto ormai sia una lingua destinata alla morte. Alla requiem aeternam, come il latino. Ma allora cosa vuol dire? Vuol dire che devo tenere in vita questo morto? No. Ma è il mio modo di scrivere. Una forma di fedeltà a me stesso, alla mia natura. (…)

    Esiste secondo lei uno Sprachgeist del dialetto romagnolo, una sua cifra peculiare, un suo stile che lo distingue dagli altri dialetti? Leggendo i poeti del Circal de’ giudeizi, o anche lo stesso Olindo Guerrini, il romagnolo mi pare essere una lingua molto dolce, predisposta all’elegismo, tutto il contrario di quello che sostiene Gianfranco Contini, per esempio, quando parla di una lingua “ispida” e “irsuta”, quasi barbarica.

    Non c’è un solo dialetto in Romagna, ce ne sono tanti. Ce ne sono di irsuti, come il mio, quello della zona delle Ville Unite; ce n’è un altro più vellutato, come quello santarcangiolese. Ma ci sono anche tanti poeti diversi, tante sensibilità. Prendiamo i vari Olindo Guerrini o Francesco Talanti, o anche Nettore Neri, del primo Novecento: erano poeti legati a un certo realismo, a una certa ironia. Nel secondo Novecento è avvenuta una svolta, dovuta soprattutto a Tonino Guerra e alla sua raccolta I bu: la fine di un mondo, quello contadino, e l’inizio di un altro, il mondo industriale, freddo; e il poeta si adegua a descrivere questo nuovo mondo, pur con una lingua vecchia, antica.

    Cito queste parole, che sono di Wisława Szymborska: “Il poeta moderno malvolentieri dichiara al pubblico di essere tale, quasi se ne vergognasse un po’ ”. Lei sente la vergogna di essere poeta?

    Di primo acchito ti direi assolutamente no. Non sento vergogna per la mia identità. Sento di avere delle cose da dire come altri le hanno, e secondo me la poesia è una ricchezza non solo per me, per il suo valore catartico, ma anche per gli altri, perché una volta scritte, le poesie non ti appartengono più. Poi, perché mai dovrei vergognarmi? Semmai, il mondo dovrebbe vergognarsi con le sue finzioni! O, meglio: un certo mondo. La sua de–sentimentalizzazione della vita… Questa è la realtà povera, non quella di chi tenta, come un’antenna – e il poeta per me è un po’ l’antenna della società – di fare riflettere, di aprire la strada. (…) Ma chiaramente gli pseudo–valori di tanta gente fanno paura, l’apparenza, il possesso… ci si sente timorosi, si cammina come pecore in mezzo a tanti lupi. (…)

    Nevio Spadoni, da un dialogo con Iacopo Gardelli su ravennanotizie.it, 30 giugno 2016

     

    Un omaggio al poeta ravennate Nevio Spadoni, attraverso una seria e dovuta riflessione, intorno alle sue opere – che spaziano tra poesia e teatro, tra tradizione e racconto, a cavallo della sua lingua madre, il dialetto romagnolo. Insieme a ospiti e amici, e alla città tutta, si ripercorrerà la sua lunga e intensa carriera, cogliendo l’occasione per presentare le sue recenti pubblicazioni: Poesie 1985–2017, volume che raccoglie tutti i suoi testi poetici in lingua romagnola degli ultimi trent’anni edito da Il Ponte Vecchio (Cesena), e una monografia che raccoglierà tutti i suoi testi teatrali. Si ringrazia per il sostegno alla serata la Cooperativa Sociale il Solco, con la quale è in cantiere un percorso dedicato al dialetto romagnolo, rivolto agli ospiti delle case di riposo gestite dalla Cooperativa stessa.

  • PARLAMENTI DI APRILE 2019
    27 marzo 2019

    9 .10 .11 .12 aprile 2019
 Teatro Rasi Ravenna 

    ideazione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari

    con la collaborazione di Rosalba Ruggeri

    I Parlamenti di aprile, a cura di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, sono seminari che dal 2013 riuniscono al Teatro Rasi filosofi, artisti, studiosi intorno a nodi di pensiero e di azione, che il Teatro delle Albe invita a condividere a partire dal proprio percorso artistico ed esistenziale.
    Quest’anno, nel peregrinare artistico delle Albe, prende spazio una domanda sul cinema, e sulla relazione tra il racconto scenico e quello filmico.

    
martedì 9 aprile ore 16
    Oliviero Ponte Di Pino, Angelo Curti, Luca Mosso, Marina Fabbri, Laura Mariani

    mercoledì 10 aprile ore 16

    Enrico Ghezzi, Luisa Viglietti, Marco Sciotto
    proiezione repertori CB

    giovedì 11 aprile ore 16

    Jacopo Quadri, Natalie Cristiani, Giacomo d’Alelio, Leonardo Mello
    presentazione TIEZZI SECONDO QUADRI a cura di Leonardo Mello
    ore 19 proiezione LORELLO e BRUNELLO di Jacopo Quadri

    venerdì 12 aprile ore 16

    Gian Luca Farinelli, Silvio Soldini, Martina Biondi, Franco Calandrini, Maria Martinelli
    ore 19 proiezione TRENO DI PAROLE. VIAGGIO NELLA POESIA DI RAFFAELLO BALDINI di Silvio Soldini
    

ingresso libero 

  • GLI IRREGOLARI La festa di Doppiozero
    27 marzo 2019

    sabato 13 aprile dalle ore 10  Teatro Rasi Ravenna

    GLI IRREGOLARI
    La festa di Doppiozero

    Per la seconda volta la redazione di Doppiozero ha scelto Ravenna come sede della sua ‘festa’, che nasce dall’idea di creare un momento di scambio e incontro tra collaboratori e lettori, per dare vita a questa comunità virtuale e confrontarci e immaginare insieme nuove possibilità.

    Doppiozero.com
    è una rivista, una casa editrice digitale, un collettivo di lavoro che ha sede a Milano. Pubblica ogni giorno tre articoli dedicati alla cultura (cinema, teatro, letteratura, filosofia, arte, società, editoria, eccetera) consultabili gratuitamente sul suo sito (www.doppiozero.com) da otto anni, il che permette di avere un archivio di oltre 6000 articoli, molti dei quali dei veri e propri profili tematici o dedicati a singoli autori contemporanei. Questo lavoro si svolge grazie a una redazione di 10 persone e circa 900 collaboratori. Nel sito sono scaricabili ebook e è disponibile anche una sezione audio per ascoltare alcuni dei nostri testi di archivio, sezione che speriamo di arricchire sempre più. Doppiozero organizza cicli di conferenze presso il Circolo dei Lettori di Torino, Book City, Book Pride, OGR di Torino, cui partecipano come relatori i collaboratori del sito.

    IL PROGRAMMA
    dalle ore 10 alle 13
    Michael Jakob in dialogo con Angela Borghesi
    Giulia Niccolai in dialogo con Luigi Grazioli
    Ferdinando Scianna in dialogo con Gianfranco Marrone

    dalle ore 15 alle 18
    Giuliano Scabia in dialogo con Marco Martinelli e Massimo Marino
    Filippo Ceccarelli in dialogo con Marco Belpoliti
    Mariangela Gualtieri in dialogo con Anna Stefi

    GLI OSPITI
    Michael Jakob è uno dei maggiori studiosi di storia e teoria del paesaggio, insegna al Politecnico di Losanna (EPFL) e presso la Scuola di Ingegneria di Ginevra-Lullier e Lettere Comparate nell’Università di Grenoble. Ha pubblicato numerosi volumi su questi temi. Ha fondato e dirige la rivista internazionale Compar(a)ison, nonché la collana Di monte in monte.
    Giulia Niccolai, fotografa, frequenta negli anni Sessanta il Gruppo 63; nel 1966 pubblica da Feltrinelli il romanzo Il grande angolo presentata da Giorgio Manganelli; nel 1972 fonda a Bazzano, insieme ad Adriano Spatola, la rivista di poesia Tam Tam e una collana di poesia sperimentale ad essa collegata; autrice di “poesia concreta”, partecipa a festival e pubbliche letture. Dopo essere vissuta in India diviene monaca buddista. Ha tradotto varie autrici dall’inglese; tra i suoi più recenti volumi: Cos’è la ‘poesia’ (Edizioni del Verri 2012) e Foto & Frisbee (Oèdipus, 2016).
    Ferdinando Scianna, nato a Bagheria nel 1943, è uno dei più noti fotografi e importanti italiani; come fotoreporter è stato il primo fotografo italiano a far parte dal 1982 dell’agenzia fotografica internazionale Magnum Photo. Ha vissuto lungamente a Parigi dove scriveva per il settimanale L’Europeo, sue le interviste ai grandi personaggi della cultura francese. Ha esposto nei maggiori musei e città del mondo, numerosi i suoi libri, fotografici e raccolte di saggi. Collabora da anni a doppiozero con immagini e scritti.
    Giuliano Scabia, poeta, scrittore, attore, drammaturgo, è uno dei padri del nuovo teatro italiano, ha operato sin dagli anni Sessanta nell’ambito del teatro di ricerca e d’avanguardia. Numerosi suoi interventi, tra cui quelli dedicati a Marco Cavallo, creato nel manicomio di Trieste con Franco Basaglia e i ricoverati, si leggono su doppiozero.com
    Filippo Ceccarelli, classe 1955 ha cominciato molto giovane la sua attività di giornalista al settimanale Panorama. Si è occupato principalmente delle cronache parlamentati come inviato; dal 1990 ha lavorato per il quotidiano La Stampa e poi è diventato editorialista de La Repubblica. Attento osservatore del costume politico italiano, è autore di un monumentale volume di 1000 pagine, Invano (Feltrinelli 2018) in cui ha raccontato giorno per giorno la classe politica italiana dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.
    Mariangela Gualtieri, attrice e poetessa, è nata a Cesena nel 1951 e si è laureata in architettura presso lo IUAV di Venezia. Nel 1983 ha fondato, insieme a Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca. Ha pubblicato alcune raccolte di versi, fra le quali Antenata (Crocetti 1992), Fuoco centrale (Einaudi 2003), Senza polvere senza peso (Einaudi, 2006), Bestia di gioia (Einaudi 2010), Le giovani parole (Einaudi 2015) e il testo teatrale Caino.

    Ingresso 3 € 
valido per tutta la giornata
    La biglietteria del Teatro Rasi è aperta il giovedi dalle ore 16 alle 18 e sabato 13 aprile dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.30, tel. 0544 30227

    Informazioni e prenotazioni Ravenna Teatro
 tel. 0544 36239 info@ravennateatro.com redazione@doppiozero.com

  • LE RADICI E IL SOGNO – ALLA RICERCA DELLE PAROLE FATTE IN CASA
    15 febbraio 2019

    Frutto di una collaborazione cominciata circa un anno fa, con due progetti teatrali, Inferno Odiséa, il progetto che la cooperativa il Solco vuole presentare insieme a Ravenna Teatro è frutto di una collaborazione cominciata circa un anno fa. Nulla nasce dal caso, ma da una vicinanza “fisica” delle due cooperative: confinanti sono infatti gli edifici che ospitano la casa di riposo, gestita dalla cooperativa sociale, e la chiesa, poi cavallerizza ed infine, oggi, teatro, che ospita le due compagnie (il Teatro delle Albe e la compagnia Drammatico Vegetale).

    L’utilizzo del dialetto “come lingua di scena” è da sempre uno dei punti cardine della poetica del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro e per questo la volontà di averla come partner. Con la collaborazione di Nevio Spadoni -poeta e scrittore ravennate nonché profondo conoscitore della tradizione romagnola – si daranno vita a tre distinti appuntamenti con il fine didattico di favorire l’interesse e la conoscenza della lingua romagnola.


    18 febbraio ore 15,30 Teatro Rasi, sala Mandiaye Ndiaye
    Incontro didattico condotto da Nevio Spadoni sulla storia del dialetto Romagnolo nella poesia e nel teatro italiano dal 1900 a oggi.

    20 febbraio ore 15,30 Casa di riposo Tarlazzi Zarabbini, Cotignola
    Teatro delle Albe
    ODISÉA
    lettura selvatica
    di Tonino Guerra
    traduzione Giuseppe Bellosi con Roberto Magnani cura Marco Martinelli produzione Ravenna Teatro

    Lo spettacolo – nato dall’esigenza del giovane attore Roberto Magnani di uno scavo quotidiano nella poesia e dalla voglia di affinare l’uso del dialetto come “lingua di scena”, cardine irrinunciabile della poetica del Teatro delle Albe – più che un semplice reading è una sorta di esercizio lirico in cui l’afflato ultralocale di una lingua terrosa come il dialetto della Romagna più folle e immaginifica, si fa universale.

    17 aprile ore 19,00 Teatro Rasi
    OMAGGIO A NEVIO SPADONI
    Una serata per omaggiare la lunga carriera del poeta in occasione della pubblicazione Tutto il teatro, di Nevio Spadoni.  Durante la serata si alterneranno sul palco studiosi della lingua romagnola e gli attori che hanno portato in scena le liriche del poeta ravennate.

     

     

  • AVVENTURE PER NUOVI MONDI Peripezie di eroi e antieroi contemporanei
    21 gennaio 2019

    mercoledì 6 febbraio ore 18.30 Teatro Rasi

    AVVENTURE PER NUOVI MONDI
    Peripezie di eroi e antieroi contemporanei

    Letture sceniche coordinate da Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda
    Progetto a cura di Rossella Menna in collaborazione con PAV Fabulamundi Playwriting Europe
    con Lorenzo Carpinelli, Flaminia Pasquini Ferretti, Tonia Garante, Matteo Gatta, Camilla Lopez, Marco Montanari, Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda, Massimiliano Rassu

    A quale parte della terra, del cielo e dell’uomo è rivolto lo sguardo di chi scrive oggi? Cosa racconta di noi chi ci racconta?
    Le storie ci interessano sempre, ancora di più quando sembrano ‘in crisi’, perché di storie noi siamo fatti, perché i racconti sono l’esito di un mondo orientato e a loro volta lo orientano, perché la narrazione entra nell’esperienza e amplia oppure ottunde la visione che abbiamo della nostra avventura umana, ma soprattutto perché le storie brillano lontano dalle opinioni, là dove le parole assumono già la forza dell’azione. Visto dalle pagine scritte per la scena, tra fabulae riconquistate o volutamente eluse, l’occidente dei nostri giorni è culla di tante cose. Di sogno e storia, fantasia e documentazione, del timido tentativo di trascinare l’esistenza verso una nuova forma di interezza e fiducia nel futuro, ma anche di uno stanco ripiegamento sull’io dolorante, di piccoli fuochi di nuova tensione metafisica ma soprattutto dell’allenata militanza di chi si tuffa nelle contraddizioni del presente. Nel corso della serata esploriamo frammenti di questa babele di identità e di prospettive, terreno su cui si arretra dall’antropocentrismo e insieme roccaforte di liberismo e realismo capitalista, attingendo ai testi di tre autori selezionati nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe, progetto che sostiene e promuove la drammaturgia contemporanea di dieci Paesi europei.

    ore 18.30
    Letture itineranti

    Contro la Democrazia/Contro il Progresso di Esteve Soler (Spagna)
    con Lorenzo Carpinelli, Flaminia Pasquini Ferretti, Massimiliano Rassu
    Sette scene, tratte dalla Trilogia dell’Indignazione del drammaturgo spagnolo Esteve Soler, le cui opere sono tradotte in diciassette lingue diverse e messe in scena da circa cinquanta registi in tutto il mondo, raccontano con ritmi da vaudeville la mostruosità senza pathos del tempo attuale, le sinistre contraddizioni di un progresso che non produce avanzamento.

    The Lulu Projekt di Magali Mougel (Francia)
    con Matteo Gatta, Tonia Garante, Camilla Lopez e Marco Montanari
    La giovane drammaturga francese Magali Mougel consegna il ritratto di un adolescente occidentale alla ricerca della libertà, che sfugge ai tormenti sociali e famigliari che lo circondano rifugiandosi in sogni popolati da alieni buoni, dove ricominciare tutto da capo è ancora possibile. Insieme al suo migliore amico Moritz, che sta progressivamente perdendo la vista, Lulu proverà a rifare il mondo su misura della propria immaginazione.

    Guerrieri in gelatina
     di Claudius Lünstedt (Germania)
    con Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda
    Tre giovani uniti da un micidiale e incondizionato desiderio di realizzazione interpretano tre monologhi che si completano e si contraddicono a vicenda fino a condensarsi in un caso criminale. Insinuandosi nelle profondità dell’avventura psichica dei suoi personaggi, il pluripremiato drammaturgo tedesco Claudius Lünstedt conduce il racconto verso un finale inaspettato.

    ore 20.30
    Incontro
    con Matteo Marchesini, critico letterario e scrittore e Rossella Menna, critico teatrale e dramaturg


    BIGLIETTI
    Posti limitati, prenotazione obbligatoria
    Intero 8 €; Abbonati a La stagione dei teatri 2018-19 6 €

    INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
    Ravenna Teatro
    uffici aperti dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 tel. 0544 36239
    info@ravennateatro.com / organizzazione@ravennateatro.com / ravennateatro.com

    BIGLIETTERIA
    Teatro Rasi
    via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 30227 aperta il giovedì dalle 16.00 alle 18.00 e da un’ora prima di ogni spettacolo.

  • Laboratorio scenico per attrici/attori, educatori, insegnanti condotto da Chiara Guidi secondo il Metodo Errante
    7 dicembre 2018

    IL LAVORO DELL’ATTORE AGLI OCCHI DI UN BAMBINO
    Laboratorio scenico per attrici /attori, educatori, insegnanti
    condotto da Chiara Guidi secondo il Metodo Errante

    Il laboratorio è una delle tappe del Metodo errante che Chiara Guidi mette in atto con attori, bambini e insegnanti intorno ai due fronti della rappresentazione, l’azione e la ricezione, includendo nell’atto scenico lo sguardo dei bambini e la loro tendenza spontanea a prendere iniziative. Dagli anni Novanta Guidi ha ideato originali forme di teatro per e con l’infanzia generando un teatro d’arte infantile conosciuto non solo in Italia e in Europa ma anche in paesi quali Giappone, Cile, Australia, Taiwan, Corea. Un percorso che fonde il teatro e il gioco, facendo della scena un luogo franco per la sperimentazione e la conoscenza diretta del mondo. Punto di partenza del Metodo è la relazione tra attori, educatori e infanti sul terreno delle arti performative per invertire, errando, la dinamica didattica, andando da ciò che si conosce a ciò che non si conosce. In questo modo il teatro aderisce alla forma di conoscenza inventiva e pragmatica praticata dai bambini, rifiutando lo stereotipo della fantasia infantile per assumere la procedura primitiva del loro sguardo tattile. I partecipanti al laboratorio vengono coinvolti nella definizione di una struttura drammaturgica essenziale, messa in scena successivamente con l’intervento dei bambini. Errando, pur mantenendo salda la meta, il metodo strutturalmente chiama questi ultimi ad agire e, per rispondere alle variabili da loro introdotte nel corso dell’azione scenica, cerca di mantenere un preciso ordine narrativo per non scadere in un semplice gioco di improvvisazione. Nei primi incontri si imposterà il lavoro, che sarà poi sviluppato e verificato nei giorni delle rappresentazioni. Lo spettacolo è concepito per mettere in moto l’azione e il pensiero dei piccoli spettatori-partecipanti in maniera immediata, in base a ciò che viene visto e sperimentato.

    Il laboratorio si terrà dall’8 al 14 febbraio 2019 presso il Teatro Rasi di Ravenna in via di Roma 39.

    Laboratorio
    Ven 8  feb dalle 11  alle 17
    Sab 9 feb dalle 14 alle 20
    Dom 10 feb  dalle 14 alle 20
    Lun 11 feb dalle 14 alle 20

    Spettacoli
    martedì 12 febbraio ore 9.20 e 11.20 e  17.30 ( tre repliche )
    mercoledì 13 febbraio  ore 9.20 e 11.20 e 17.30 ( tre repliche )
    giovedì 14 febbraio ore 9.20, 11.20 e 15.00 ( tre repliche )

    E’ richiesta la presenza per tutti i giorni di lavoro

    La quota di partecipazione è di euro 180,00 comprensivi di assicurazione, oneri sociali per le giornate degli spettacoli. Le domande devono pervenire entro il 31 gennaio all’indirizzo mail promozione@ravennateatro.com.
    Età dei partecipanti: dai 18 anni

    Per informazioni: Ravenna Teatro, via di Roma 39, tel. 0544 36239, promozione@ravennateatro.com

  • A Natale regala una prima a teatro | GIUSEPPE BATTISTON in CHURCHILL
    4 dicembre 2018

    Il più bel regalo natalizio? Una prima nazionale a teatro con Giuseppe Battiston! Dal 10 al 13 gennaio 2019 infatti il grande attore friulano sarà protagonista al Teatro Alighieri di Churchill, spettacolo scritto da Carlo Gabardini al debutto assoluto in Italia. E un biglietto per assistervi appena finite le vacanze di fine anno, prima che vadano tutti esauriti, sarebbe allo stesso tempo un modo originale e “smart” di augurare Buon Natale a una persona cara.

    TEATRO ALIGHIERI prima nazionale
    giovedì 10, venerdì 11 gennaio, sabato 12 gennaio ore 21.00 e 13 gennaio ore 15.30
    CHURCHILL

    di Carlo G. Gabardini regia Paola Rota con Giuseppe Battiston e con Maria Roveran produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

    Leggi l’intervista rilasciata in esclusiva a Ravenna Teatro per il catalogo de La stagione dei teatri

    Biglietti in vendita anche on-line

  • Il catalogo de La stagione dei teatri 2018-19
    2 novembre 2018
  • Storie di Ravenna
    1 novembre 2018

    LUIGI DADINA / GIOVANNI GARDINI / ALESSANDRO LUPARINI


    STORIE DI RAVENNA
    Racconti, visioni, cronache dalla fondazione a oggi
    a cura di Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Giovanni Gardini, Alessandro Luparini

    TEATRO RASI ore 18.00

    lunedì 5 novembre  Ravenna Romana
    lunedì 17 dicembre Teodorico l’ariano
    lunedì 28 gennaio San Romualdo
    lunedì 25 febbraio 1512 La battaglia di Ravenna
    lunedì 25 marzo 1849 La Trafila garibaldina
    lunedì 15 aprile 1946 La Repubblica

     

    Sei carotaggi nella storia della città, composti in forma di mappe narranti a cura di un attore, uno studioso d’arte e uno storico. Sei attraversamenti a più voci per scandagliare il passato e interrogare il presente, cercando tracce di racconto nelle archeologie e nelle icone, nelle narrazioni orali e nelle carte. La Ravenna romana, Teodorico l’ariano, San Romualdo, la battaglia di Ravenna, la Trafila garibaldina fino alla nascita della Repubblica, alla scoperta del volto antico, carico di mistero e contraddizioni, della città che viviamo.

    I sei appuntamenti sono divisi in due trilogie, curate rispettivamente da Giovanni Gardini e Alessandro Luparini, in collaborazione con Alessandro Argnani e Luigi Dadina del Teatro delle Albe.

    Ravenna, una città costruita sulle acque, un porto potente, scambi di merci, di volti, di parole. Voci di naufragi e di canti rivolti al cielo. Teodorico, il re eretico che vestiva di porpora, committente di meravigliosi mosaici. Apollinare, un vescovo venuto dal mare, Romualdo e la sua immaginifica visione notturna nella Basilica di Classe. Vicende di uomini e di donne, di acqua e di terra, storie sul filo della memoria e del sogno prenderanno vita in un costante e intenso intreccio.

    Una cruenta battaglia, combattuta alle porte di Ravenna, che segna di fatto il passaggio a una sconcertante “modernità”. La rocambolesca fuga di Garibaldi e Anita attraverso le valli, ovvero l’epica democratica del Risorgimento che diventa narrazione popolare. Il trionfo di voti repubblicani al referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Tre storie simbolo dentro la storia di Ravenna, per raccontare non solo la città e la sua complessa identità ma tre passaggi cruciali della nostra storia nazionale.

    Partecipano: Alessandro Bazzocchi (storico), Maria Cristina Carile (Dipartimento di Beni Culturali, Alma Mater Studiorum Università di Bologna), Enrico Cirelli (ricercatore del Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Alma Mater Studiorum Università di Bologna), Ubaldo Cortoni (bibliotecario Sacro Eremo di Camaldoli), Elisa Emaldi (Museo Nazionale di Ravenna), Serena Simoni (storica dell’arte), Suor Anastasia di Gerusalemme (monaca al Carmelo di Ravenna).

    Gli appuntamenti si concluderanno con un momento conviviale curato da chef titolari di ristoranti di Ravenna.

     

    Impegnato  nella  ricerca  e  nella  divulgazione  dell’iconografia  intesa  come espressione della vita e della cultura degli uomini Giovanni Gardini è docente presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose di Forlì, Rimini, Firenze e Arezzo. È vice-direttore del Museo Diocesano e vice-bibliotecario della Biblioteca Card. Cicognani della Diocesi di Faenza-Modigliana. Ha al suo attivo numerosi articoli e saggi.

    Alessandro  Luparini,  fiorentino  naturalizzato  ravennate,  dirige  dal  2014  la Fondazione  Casa  di  Oriani-Biblioteca  di  Storia  Contemporanea,  dopo  avere collaborato  per  dieci  anni  con  l’Istituto  Storico  della  Resistenza  e  dell’Età Contemporanea  in  Ravenna  e  Provincia.  Storico  contemporaneista,  formatosi sullo  studio  dei  partiti  e  dei  movimenti  politici  italiani  a  cavallo fra  Otto  e  Novecento,  è  autore  e  curatore  di  numerose  pubblicazioni  di  storia  politica  e sociale ravennate.

    Per Storie di Ravenna Ingresso unico 3 € / 6 ingressi 15 €

    Menù 7 €

  • CANTIERE DANTE Azione Corale diretta da Marco Martinelli e Ermanna Montanari domenica 9 settembre
    1 agosto 2018

    domenica 9 settembre 2018 Ravenna
    697° annuale della morte di Dante
    a cura del Comune di Ravenna, dell’Istituzione Biblioteca Classense e del Centro Dantesco

    ore 9 – Municipio di Ravenna, piazza del Popolo 1
    Corteo dei Comuni di Ravenna e Firenze
    Incontro delle autorità e delle rappresentanze dei Comuni di Ravenna e di Firenze
    Azione Corale diretta da Marco Martinelli e Ermanna Montanari con i cittadini del Cantiere Dante, una coproduzione Fondazione Ravenna Manifestazioni/Ravenna Festival e Teatro delle Albe/Ravenna Teatro

    ore 10 – Biblioteca Classense / Sala Dantesca, via Baccarini 3
    Dante alle soglie dell’eterno: visioni bibliche e poesia tra la Commedia e l’Epistola a Cangrande
    Prolusione all’Annuale di Dante di Luca Azzetta, Università degli studi di Firenze

    ore 11.30 – Basilica di San Francesco, piazza San Francesco 1
    Commemorazione della Morte di Dante
    Celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Lorenzo Ghizzoni, animata dalla Cappella Musicale di San Francesco. A cura del Centro Dantesco

    ore 12.30 – Tomba di Dante, via Dante Alighieri 9
    Cerimonia dell’olio

    ore 13 – Antichi Chiostri Francescani, via Dante Alighieri 4/6
    Firma del protocollo d’intesa tra la città di Ravenna, la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e la città di Matera Capitale Europea della Cultura 2019

    ore 13.30 – Giardino del Teatro Rasi, via di Roma 39
    Momento conviviale (prenotazione obbligatoria, quota 5 euro)

     

    La partecipazione all’Azione Corale e alla giornata è rivolta a tutti i cittadini

    informazioni Ravenna Teatro tel. 0544 36239 . cantieredante@ravennateatro.com ravennateatro.com      ravennafestival.org

     

     

  • Avventure per nuovi mondi | incontro con Marco Martinelli per ScrittuRaFestival Ravenna
    4 maggio 2018

    mercoledì 16 maggio ore 17.30
    teatro rasi RAVENNA

    Avventure per nuovi mondi

    peripezie di eroi e antieroi contemporanei, a teatro e nel romanzo

    Abbiamo ancora bisogno di storie?
    E quali, in un mondo già tutto esplorato?
    Cosa fa di una storia una buona storia?
    Cosa racconta di noi chi ci racconta?

    conversazione con Daria Deflorian – attrice, drammaturga e regista Matteo Marchesini – critico letterario e scrittore Marco Martinelli – drammaturgo, regista e fondatore del Teatro delle Albe a cura di Rossella Menna – critico teatrale e dramaturg

    INGRESSO LIBERO

    evento Scrittura Festival realizzato in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro

    scritturafestival.com

  • parlamenti di aprile 2018
    20 marzo 2018

    Parlamenti di aprile
    a cura di Marco Martinelli e Ermanna Montanari
    5.6.7 aprile 2018

    I Parlamenti di aprile sono seminari che riuniscono annualmente nella sala Mandiaye N’Diaye del teatro Rasi filosofi, artisti, studiosi intorno a nodi di pensiero e di azione che il Teatro delle Albe propone di condividere a partire dal proprio percorso artistico ed esistenziale. Ogni mese di aprile, in un grappolo di giornate consecutive, ci si trova il pomeriggio in un cerchio di sguardo e ascolto, con intensa partecipazione attiva di tutti i presenti. Un gruppo di giovani ricercatori universitari – detti “extraparlamentari” – segue gli incontri attivando un controcanto di quesiti e osservazioni.

    5 aprile ore 16 | teatro rasi
    immagini e parole del contemporaneo
    Marco Belpoliti, Wlodek Goldkorn, Tahar Lamri

    6 aprile ore 16 | teatro rasi
    teatro e filosofia
    Andrea Tagliapietra, Caterina Piccione, Helmut Schäfer

    7 aprile ore 16 | biblioteca classense
    tappeti volanti
    Cesare Fabbri, Silvia Loddo, Jean-Paul Deridder, Charlotte Schepke
    ore 21 | teatro rasi
    white rabbit red rabbit
    di Nassim Soleimanpour, con Laura Redaelli, produzione 369gradi

     
    dal 5 al 30 aprile | teatro rasi
    orlando di Cesare Fabbri

    parlamenti di aprile ingresso libero
    white rabbit red rabbit ingresso unico 8 euro
    informazioni e prenotazioni 0544 36239   organizzazione@ravennateatro.com

    teatro rasi   via di roma 39 ravenna
    biblioteca classense – sala del mosaico   via baccarini 1 ravenna

     

     

  • Premio Ubu 2017 per INFERNO a Ermanna Montanari e Marco Martinelli
    15 gennaio 2018

    L’Associazione Ubu per Franco Quadri ha assegnato a Ermanna Montanari e Marco Martinelli il Premio Ubu 2017 “Miglior progetto curatoriale” per INFERNO Chiamata Pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri, ideazione e regia Martinelli e Montanari, produzione Ravenna Festival in coproduzione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro.

    Lo spettacolo, che ha coinvolto mille cittadini tramite la Chiamata Pubblica e che costituisce la prima anta del progetto LA DIVINA COMMEDIA 2017-2021, era in nomination anche come “Spettacolo dell’anno” e per il “Miglior allestimento scenico” ideato da Edoardo Sanchi insieme agli allievi del Biennio Specialistico di Scenografia per il teatro dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano.

    “Sono 40 gli anni del nostro fare teatro. Sono 40 gli anni del Premio Ubu. È con gioia che salutiamo questo doppio anniversario con il Premio Ubu a INFERNO. Ogni notte, alla fine del viaggio infero, uscendo “a riveder le stelle”, ci si trovava attorno a una lunga scala azzurra puntata verso il cielo, e lì ringraziavamo: era un abbraccio rituale, dopo aver attraversato insieme il regno delle tenebre. Questo premio lo condividiamo con tutti i cittadini ravennati che con le Albe e Ravenna Festival hanno realizzato INFERNO. Vogliamo ringraziarli uno a uno, dalle bambine-angeli alle Arpie di tutte le età, dai soldati di vari continenti ai Diavoli esplosivi, dal coro del Flegetonte agli Avari, ai Prodighi, ai Serpenti, agli Usurai, ai Ruffiani, ai Cardinali corrotti, al coro dei cittadini che al tramonto ritmavano la processione dei primi canti, al coro degli organizzatori e tecnici e scenografi e costumisti, al coro di chi ha operato invisibilmente, al coro degli adolescenti che hanno cantato Paolo e Francesca e Beatrice, e ai musicisti che hanno ogni sera rullato senza sosta le loro percussioni, suonato le trombe e soffiato il segreto dentro le conchiglie”.

    Ermanna Montanari e Marco Martinelli

     

     

  • Conferito il Premio della Critica 2017 ad Ermanna Montanari
    11 dicembre 2017

    L’Associazione Nazionale Critici di Teatro ha scelto di assegnare ad Ermanna Montanari il Premio della Critica 2017.
    La consegna del premio avverrà martedì 12 dicembre prossimo alle ore 17, presso la Sala Squarzina del Teatro Argentina di Roma.

    La replica di “Va pensiero” prevista il 12 al Teatro Alighieri di Ravenna verrà pertanto annullata: per informazioni rivolgersi a info@ravennateatro.com – 0544/36239.

     

  • Aung San Suu Kyi e i Rohingya. Una lettera di Albertina Soliani
    18 gennaio 2017

    La Gazzetta di Parma ha pubblicato una lunga lettera della senatrice Albertina Soliani a proposito della questione sorta in seguito a quanto hanno scritto del rapporto tra la leader birmana Aung San Suu Kyi e i Rohingya.

    Qui il link per leggere l’intervento della Soliani: Aung San Suu Kyi e i Rohingya.