Novità

  • Ultimo incontro de I fondamenti del teatro a “La bottega dello sguardo” a Bagnacavallo
    3 aprile 2017

    Per l’ultimo incontro de I fondamenti del teatro, condotti da Massimo Marino, ci si sposterà a Bagnacavallo.

    Venerdì 21 aprile alle ore 21 I fondamenti del teatro saranno infatti in via Farini 23 presso «La bottega dello sguardo», la biblioteca fondata da Renata Molinari.

    Discuteremo dello spazio scenico, dei luoghi dove si fa il teatro e di quelli dove lo si ricorda, lo si studia, lo si immagina.
    Partecipa Renata Molinari, studiosa e drammaturga, che introduce ai segreti della sua biblioteca-bottega.

    Per motivi di spazio è necessaria la prenotazione allo 0544/36239 o scrivendo una mail a lalipuck@yahoo.it.

     

  • Pubblicato il disco “Music from Il volo, La ballata dei picchettini”
    7 marzo 2017

    Music from Il volo, La ballata dei picchettini è il disco che contiene le musiche e i versi rap composti, rispettivamente, da Francesco Giampaoli e Lanfranco “Moder” Vicari per lo spettacolo Il volo – La ballata dei picchettini, scritto da Luigi Dadina, Laura Gambi e Tahar Lamri e prodotto dal Teatro delle Albe nel 2015. Come dicono gli autori, non si tratta di una semplice colonna sonora: lo spettacolo mette in scena una sorta di conferenza in musica in cui sia i versi rap di Moder sia le note suonate dai due bassi di Francesco Giampaoli e Diego Pasini hanno un ruolo centrale nella tessitura drammaturgica.

    Le sonorità partono dal folk, dal blues e dal ritualismo delle musiche popolari legate alla terra e alle proprie radici. Si passa dalla solarità degli echi africani di Pensieri utili alla solennità del canto funebre di Calma piatta. In Darsena blues, prima Luigi Dadina e poi Tahar Lamri, reinterpretano l’antica forma del talking blues, con cui Woody Guthrie diffondeva le sue canzoni di protesta negli Stati Uniti nella prima metà del ‘900. Rosso petrolio è un tema che attraversa l’intero spettacolo, un inno che chiede silenzio allo spettatore, invita a non disperdere le memorie. Grattano è una sorta di ballata jazz futuristica, un canto rap che si appoggia a una linea di walking bass, con macchie colorate di percussioni e pennellate di un basso completamente astratto, un genere che deve ancora venire. Treni e Il volo sono due canti di lavoro calati nella modernità.

    Prodotto, registrato e mixato da Francesco Giampaoli, Music from Il volo, La ballata dei picchettini è composto da nove tracce e vede Lanfranco “Moder” Vicari (1983) alla voce, Francesco Giampaoli (1970) a basso e percussioni, Diego Pasini (1985) al basso e Luigi Dadina (1958) e Tahar Lamri (1958) alla voce. E questi cinque artisti, appartenenti a tre generazioni diverse, fondendo i rispettivi linguaggi, sono gli stessi ad andare in scena in questo spettacolo che racconta una storia reale di morti sul lavoro.

    Francesco Giampaoli, colonna portante di Sacri Cuori e Classica Orchestra Afrobeat, così parla di questa produzione musicale: “Per produrre Music from Il volo, La ballata dei picchettini, ho scelto di registrare in presa diretta per preservare l’aspetto performativo/ritualistico delle musiche. A questo ho contrapposto un piano astratto/concettuale giocato sulla rielaborazione elettronica di suoni reali, di percussioni metalliche e pelli strofinate. Il risultato è una sorta di preghiera, di mantra che si sposta continuamente dall’attrazione fisica alla terra, al volo del pensiero, da peso a leggerezza, da sapere a illuminazione”.

    Le parole degli autori dello spettacolo, Tahar Lamri e Luigi Dadina, e di Moder, forniscono ulteriori coordinate utili a orientare l’ascoltatore di Music from Il volo, La ballata dei picchettini.

    Tahar Lamri: “Ne Il volo – La ballata dei picchettini, la musica composta da Francesco Giampaoli e i canti di Lanfranco Vicari (Moder) sono protagonisti assoluti dello spettacolo. È stata, fin dall’inizio, una scelta precisa quella di affidare l’introspezione alla musica e alle parole cantate. I miei canti all’interno di questa colonna sonora – solida come il ferro delle navi e ramificata come un delta del fiume – non sono altro che delle provocazioni. Si va dalla tradizione gnawa, che affonda le radici nell’impero del Ghana per poi consolidarsi sulle sponde dell’Atlantico e del Mediterraneo, all’America della tratta degli schiavi e al nord del Mediterraneo, fonte di invasioni e di scambi…”.

    Luigi Dadina: “Queste musiche sono il frutto di lunghi anni di lavoro comune. Abbiamo sempre dedicato un tempo a ‘coltivare un immaginario’ collettivo, attraverso collaborazioni, progetti, attività seminariali. Music from Il volo, La ballata dei picchettini rappresenta questo percorso e i territori in cui viviamo. Le paludi, i chiari d’acqua, le dune sabbiose, il porto, gli inverni nei paesi ‘fantasma’ della riviera romagnola”.

    Lanfranco “Moder” Vicari: “Lo spettacolo parla della tragedia della Mecnavi, di morte, di lavoro, di memoria. Parlare di un fatto di cronaca così grave mi faceva molta paura, era un territorio del tutto inesplorato, non avevo appigli: da un lato raccontavo quei fatti, dall’altro, musicalmente, lavoravo insieme a due bassi nudi, senza orpelli. Scivolare nella retorica o, peggio, nella mancanza di rispetto per quelle vite, era la cosa che temevo di più. La stesura dei testi, infatti, è stata complicata: ho scritto decine di versioni e mi sembrava di non trovare mai la chiave giusta. Tutto è cambiato una notte in cui mi sono messo a leggere l’omelia del Cardinale Tonini: ho scritto di getto Calma piatta e, da quel momento in poi, ho trovato il bandolo della matassa. Dopo è venuto il lavoro musicale: dovevo trovare il modo di non snaturare il rap ma di renderlo comprensibile a chiunque fosse in platea, ho studiato molto la voce e l’interpretazione per riuscire a rendere quelle parole carne. Abbiamo registrato il disco tutti insieme come fossimo dal vivo, per recuperare quell’ascolto che una cuffia non può dare”.

    Il disco esce per Brutture Moderne, etichetta che incarna le anime dei suoi fondatori, Francesco Giampaoli e Andrea Scardovi: il primo con un background di ricerca che trova residenza in vari generi – dal jazz al folk passando per la musica d’autore – il secondo di formazione hip hop.

  • Oltre 450 cittadini al secondo incontro per Inferno
    6 marzo 2017

    La Chiamata pubblica continua a richiamare volontari e giovedì 2 marzo, al teatro Rasi, sono iniziate le affollatissime prove della prima parte del progetto La Divina Commedia: 2017-2021 di Marco Martinelli e Ermanna Montanari.

    Inferno (commissionato da Ravenna Festival e in scena nel programma del Festival stesso dal 25 maggio al 2 luglio 2017) entra sempre più nel vivo e sta contagiando centinaia di cittadini ravennati.

    Le prove di Inferno sono quasi già uno spettacolo esse stesse: i 450 cittadini di tutte le età che hanno risposto alla Chiamata pubblica sono stati divisi giovedì sera in 11 cori e 4 gruppi tecnici, e vederli subito all’opera con le guide delle Albe e la supervisione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari è stata un’emozione tangibile per tutti.

    I cori hanno iniziato a provare in ogni luogo del Rasi, dalla galleria ai camerini, passando per retropalco, uffici, platea, foyer e piloro, trasformando il teatro in un incredibile magma di voci: quelle di Erinni e Arpie, di avari e scialacquatori, di Beatrice, del Flegetonte, di Lucifero, dei soldati, dei diavoli, degli usurai, di Paolo e Francesca. Una scena davvero unica, che ci dà la misura di ciò che aspetta gli spettatori di Ravenna Festival dal 25 maggio al 2 luglio

    Ora il prossimo incontro operativo è previsto dopo le festività di Pasqua.

    Per informazioni su come partecipare al Cantiere Dante: tel. 0544 36239, cantieredante@ravennateatro.com, www.ravennateatro.com, pagina Facebook Ravenna Teatro.

  • Aung San Suu Kyi e i Rohingya. Una lettera di Albertina Soliani
    18 gennaio 2017

    La Gazzetta di Parma ha pubblicato una lunga lettera della senatrice Albertina Soliani a proposito della questione sorta in seguito a quanto hanno scritto del rapporto tra la leader birmana Aung San Suu Kyi e i Rohingya.

    Qui il link per leggere l’intervento della Soliani: Aung San Suu Kyi e i Rohingya.