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Nasce FONDO, network per la creatività emergente

  1. Una riunione dei partner a Santarcangelo, foto di Pietro Bertora

Ravenna Teatro ha contribuito, insieme a 13 partner italiani, alla costruzione di una rete dedicata allo sviluppo produttivo di artiste e artisti emergenti con l’obiettivo di sostenere le fasi di ricerca di progetti performativi che per loro natura richiedono lunghi tempi di creazione. 

FONDO, questo il nome del network per la creatività emergente, è un progetto condiviso da AMAT Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali, Centrale Fies, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Fabbrica Europa, I Teatri di Reggio Emilia, L’arboreto – Teatro Dimora, Mattatoio di Roma / Azienda Speciale Palaexpo, OperaEstate Festival Veneto, Ravenna Teatro, Teatro Pubblico Campano, Teatro Pubblico Pugliese, Teatro Stabile dell’Umbria, Santarcangelo dei Teatri, Triennale Teatro Milano 

I 14 enti e strutture che compongono FONDO rispondono a obiettivi distinti all’interno del sistema teatrale e performativo, facendo fronte in questo modo a esigenze di lavoro differenziate rispetto alla produzione artistica, dallo sviluppo alla circuitazione. 

Il programma, della durata di un anno, prevede un supporto economico di 20.000 euro (a progetto) destinato alla ricerca e alla produzione di un’idea creativa, così come la partecipazione di artiste, artisti e compagnie a residenze, masterclass e workshop guidati da autrici e autori internazionali. 

Otto tra artiste, artisti e collettivi sono le realtà emerse durante molti e intensi incontri tra i partner, iniziati nell’inverno 2021: Agnese Banti, Paolo Costantini, Collettivo Ønar, Le Notti, Olimpia Fortuni con Katatonic, madalena reversa, Putéca Celidònia, Emilia Verginelli. A loro è stato richiesto di pensare a un progetto da proporre a Fondo. 

Le artiste supportate per la prima edizione sono Agnese Banti e Emilia Verginelli.

Agnese Banti, foto di Leonardo Rubboli

Agnese Banti (1991) è artista sonora, musicista e overtone singer. Diplomata in Sound Design al Conservatorio di Bologna con un progetto installativo sulla voce delle rane svolto in parte presso la Ionian University di Corfù, lavora con il suono in ambiti musicali, audiovisivi, performativi e installativi. Collabora con il centro fiorentino di ricerca, produzione e didattica musicale Tempo Reale e con diverse realtà e artistə e della scena sonora e performativa. Fondatrice del progetto musicale The Songbook e del collettivo della Scuola di Musica Elettronica di Bologna, collabora a progetti di canto armonico con il compositore Roberto Laneri e ha recentemente concluso il percorso di formazione presso la scuola di vocalità e centro di studi sulla voce Malagola di Ravenna. Ha recentemente lavorato con la coreografa Marta Bellu e avviato, insieme alla cantante Ludovica Manzo e l’attrice Marta Vitalini, un progetto di ricerca vocale c l a m o r. I suoi lavori sono stati eseguiti in Italia, Irlanda, Grecia, Inghilterra, Portogallo e USA.

Emilia Verginelli nasce a Roma e si diploma negli Stati Uniti. È attrice, performer e regista. Per la sua formazione teatrale studia con Ragnar Freidank, Declan Donnellan, Fabrice Murgia, Natalie Beasse, Thomas Oster- meier, Daria De orian, Lucia Calamaro. Nella danza si forma attraverso gli incontri con Julie Stanzak della Pina Bausch Company e Gabriella Garrizo della Compagnia Peeping Tom. Dal 2001 collabora per dieci anni all’opera don Guanella di Roma, un istituto che accoglie persone con disabilità, come volontaria teatrale. Nel 2010 crea fivizzano27, uno spazio culturale indipendente situato nel cuore del quartiere Pigneto di Roma che nasce dalla volontà di creare una rete di collaborazioni e condivisione tra le diverse realtà teatrali contemporanee. Nel 2021 firma la regia e l’ideazione di io non sono nessuno (Premio Scenario – finalista, Angelo Mai, Short Theater, In-Box 2021 – semi-finalista. Nel 2021: Santarcangelo Festival 2050, Centrale Fies) oggi ancora in tour. 

È stata inoltre assegnata una borsa di studi di 10.000 euro a Giacomo Lilliù / Collettivo ØNAR 

Giacomo Lilliù è regista e attore. Partendo da una decostruzione dei codici basata anche sull’improvvisazione e riconoscendo la necessità di una ridefinizione della relazione artista-pubblico, la sua ricerca si occupa di coniugare linguaggi contemporanei e immediatezza espressiva, spesso ricorrendo al confronto con testi non teatrali da scardinare in direzione performativa. Nel 2015, insieme ad altri nove artisti nati all’inizio degli anni 90, fonda Collettivo ØNAR, gruppo informale di cui cura la progettualità e le regie teatrali. ØNAR attinge promiscuamente da ambiti come scena, video e sonoro per realizzare assemblaggi variabili e mutanti, che talvolta si collocano ad un crocevia fra performance dal vivo e immaginario digitale. 

Attualmente, le artiste vincitrici di Fondo stanno svolgendo a Santarcangelo Festival la prima delle masterclass internazionali in programma durante l’anno, guidata da Camille Louis. 

“Abbiamo risposto con grande felicità – sottolinea Alessandro Argnani, condirettore di Ravenna Teatro – alla chiamata di Tomasz Kireńczuk, direttore artistico di Santarcangelo Festival, per entrare a far parte di questo network che vede nel rapporto con gli artisti emergenti un supporto e un accompagnamento necessari al poter fare ricerca. Questa opportunità è anche un’occasione preziosa per confrontarsi con altre realtà teatrali che considerano l’indagine sul contemporaneo una prerogativa del proprio fare”.