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Presentato il nuovo film di Marco Martinelli “fedeli d’amore”

Sabato 𝟮𝟬 𝗡𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 è stato presentato in prima mondiale per FILMMAKER FESTIVAL l’ultima produzione cinematografica Albe / Ravenna Teatro, 𝐟𝐞𝐝𝐞𝐥𝐢 𝐝’𝐀𝐦𝐨𝐫𝐞: il nuovo film diretto da 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶!

Il film fedeli d’Amore è una riscrittura e reinvenzione per il cinema dal poemetto scenico di Marco Martinelli ‘attorno’ a Dante e al nostro presente, centrato sulla straordinaria ricerca vocale di Ermanna Montanari e la musica elettroacustica di Luigi Ceccarelli.
La struttura è quella di un “polittico in sette quadri” all’interno dei quali a parlarci sono voci diverse: la nebbia di un’alba del 1321, il demone della fossa dove sono puniti i mercanti di morte, un asino che ha trasportato il poeta nel suo ultimo viaggio, il diavoletto del “rabbuffo” che scatena le risse attorno al denaro, l’Italia che scalcia se stessa, Antonia figlia dell’Alighieri, e “una fine che non è una fine”.

Così come il Dante morente al centro dell’omonima opera teatrale di Martinelli e Montanari si dissemina e moltiplica nei frammenti, nelle figure e nei deliri che lo consumano, 𝐟𝐞𝐝𝐞𝐥𝐢 𝐝’𝐀𝐦𝐨𝐫𝐞 continua a moltiplicarsi e disseminarsi nei differenti linguaggi e adesso irrompe in quello cinematografico, perlustrandolo e scandagliandolo per ricavarne immagini che, attraverso lo schermo come soglia, amplificano e potenziano le allucinazioni e le linee di fuga di questo visionario dissolversi d’un poeta.
Un’opera epica e onirica, allo stesso tempo concerto e ‘manuale illustrato’ su come trapassa un genio.

fedeli d’Amore, è il quinto film realizzato da Marco Martinelli, in poco più di quattro anni. Tappa fondamentale del suo itinerario dantesco intrapreso con Ermanna Montanari per i Sette secoli della morte del Sommo poeta, che vede tra il 2021 e il 2022: la realizzazione di verso Paradiso e della Divina Commedia con Ravenna Festival, l’audiolibro sulla Dalla selva oscura al paradiso – From the Dark Wood to Paradise (Emons Record) con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Progetti che si aggiungono al libro di Martinelli Nel nome di Dante per Ponte alle Grazie, al film The Sky over Kibera girato nel grande slum di Nairobi e presentato a Filmmaker festival 2019 e al cortometraggio ULISSE XXVI coprodotto e presentato in anteprima da ADI Associazione degli Italianisti.
Le riprese del film si sono svolte interamente a Ravenna e nei suoi dintorni, tra interni di epoca dantesca e gli esterni delle valli e della città che ha accolto il Poeta nei suoi ultimi anni di vita e in cui ha portato a compimento la scrittura della Commedia.
fedeli d’Amore conferma un rapporto di continuità e dialogo con la direzione artistica di Filmmaker Festival alimentando le visioni della sezione Teatro sconfinato, dedicata alle intersezioni tra cinema e teatro.

Ecco le due interviste a 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶 su il manifesto e su Corriere Romagna.

La Divina Commedia a Pikine

A seguito della traduzione in lingua wolof del Canto I della Divina Commedia, realizzata dal poeta Pap Khouma (e contenuta nel libro Di soglia in soglia, curato da Tahar Lamri, Kanaga Edizioni), il Teatro delle Albe, in occasione della 21ª “Settimana della lingua italiana nel mondo”, ha lavorato con un gruppo di attori di Pikine – un quartiere nelle banlieue di Dakar –, grazie alla collaborazione con l’attore senegalese Laity Fall e allo spazio da lui diretto. Il percorso con trenta giovani attrici e attori ha portato, il 23 ottobre, a un esito finale attraverso le cantiche della Commedia, un interrogarsi e una messa in vita del poema di Dante nella periferia di Dakar.

Dopo che Pap Khouma – scrittore senegalese residente in Italia da oltre 30 anni – ha tradotto il Canto I della Divina Commedia in wolof, la lingua più diffusa in Senegal, è stato un passaggio naturale per il Teatro delle Albe, da oltre trent’anni impegnato in Senegal (terra del compianto attore e regista Mandiaye N’Diaye), tornare a Dakar per lavorare su Dante. E dunque, in occasione della 21ª “Settimana della lingua italiana nel mondo”, l’attore delle Albe e condirettore di Ravenna Teatro Alessandro Argnani è andato nel paese africano per un laboratorio con trenta giovani attrici e attori di Pikine – quartiere nella banlieue di Dakar –, grazie alla collaborazione con l’attore senegalese Laity Fall, al Complexe Culturel Léopold Sédar Senghor di Pikine da lui diretto e a KËR Théâtre Mandiaye N’diaye, partner ormai imprescindibile nei progetti del Teatro delle Albe in Senegal.

Sabato 23 ottobre al Complexe Culturel L.S.S. di Pikine si è tenuto l’esito finale di questo breve ma intenso percorso artistico, seguito anche da Graziano Graziani, documentarista e giornalista di Rai Radio 3, che durante tutta la fase di creazione ha realizzato un podcast radiofonico.

Venerdì 22 ottobre, invece, il Canto I in wolof è stato letto all’Istituto Italiano di Cultura di Dakar di fronte all’ambasciatore italiano in Senegal, Giovanni Umberto De Vito, alle istituzioni dakariote e a un pubblico da tutto esaurito, in una serata di enorme valenza simbolica.

«Un progetto come questo ci permette di raccontare in maniera innovativa la forza e la vitalità delle relazioni culturali fra l’Italia e il Senegal – spiega Serena Cinquegrana (neo-direttrice IIC Dakar) –. Partendo dalla traduzione in wolof del Canto I della Divina Commedia, è nato un percorso fatto di tante tappe importanti per celebrare l’anno di Dante in Senegal: la presentazione e lettura dal vivo a Ravenna e poi a Dakar, il laboratorio teatrale a Pikine con trenta attori della banlieu e la mostra originale con le opere di sette artisti senegalesi che inaugureremo qui all’Istituto Italiano di Cultura di Dakar a dicembre nell’ambito di Partcours».

All’ICC di Dakar è stata poi donata una fotografia della prima lettura del Canto I, avvenuta a Ravenna di fronte alla tomba di Dante il 30 luglio scorso e realizzata da Nias Zavatta. La foto è stata apposta all’ingresso dell’Istituto in segno di gemellaggio con Ravenna e le Albe.