Magnifiche cose e tremende aspettano il disobbediente

La Stagione dei Teatri 2021/2022
ENIGMA. Requiem per Pinocchio, uno spettacolo di Teatro Valdoca
9-10 aprile 2022, Teatro Alighieri

 

In attesa dello spettacolo ENIGMA. Requiem per Pinocchio di Teatro Valdoca, in scena per La Stagione dei Teatri il 9 e 10 aprile al Teatro Alighieri, vi proponiamo qui di seguito il testo Magnifiche cose e tremende aspettano il disobbediente di Mariangela Gualtieri con l’estratto “La Fatina” dal testo dello spettacolo.

Magnifiche cose e tremende aspettano il disobbediente

Pinocchio è colmo di passione e di compassione. È questo conflitto fra passione e compassione che lo scaraventa avanti e indietro: si perde, ma non del tutto, si salva, ma non del tutto. Si perde per ebbrezza, perché la vita è – o appare – piena di avventure d’entusiasmo. Perché chiede alla vita ebbrezza, libertà, felicità. Per troppa vitalità si perde e ogni volta qualcosa di terribile accade, sempre vicinissimo alla morte. Ma può morire un pezzo di legno?

Povero Pinocchio. Poveri noi che sempre siamo dentro il desiderio, dentro la fame di amicizia e di avventura e questa fame pare cosa proibita, pericolosa: si deve studiare, si deve obbedire, si deve lavorare, altrimenti si va a finire male.

Ci avviciniamo alla magia inesauribile di Pinocchio. Lo vediamo – o intravediamo – come sagoma che parla di noi, animale umano adulto e attuale, come lui così desideroso di un di più di vita e come lui condannato ad attraversare la vita, con le sue disavventure che talvolta sembrano sevizie di una divinità feroce. Come lui sempre ad un passo dalla morte, circondati da falsi amici spietati, tremendi, che incantano e promettono oro, montagne d’oro, montagne di star bene. Falsi amici davvero miserabili e che pure ai nostri occhi sembrano così premurosi e sapienti.

E poi dagli altri del mondo, gli altri animali, le altre meraviglie, messe lì, inascoltate, ad istruirci, a dirci come stare, come fare, mentre noi procediamo, eterni infanti, convinti di essere sempre al centro, di essere coloro che sanno, coloro che bene ragionano, che bene risolvono. I dominanti.

E dunque c’è da una parte uno sguardo pietoso sull’umano, dall’altro uno sguardo innamorato sull’umano, sulla sua dirompente passione adolescente, sulla sua gioia di stare con gli altri, di avventurarsi nella vita, darsi alla vita fino all’ultima goccia e con quello slancio, con quella voglia di godere e di condividere. C’è, qui, la nostra alleanza con Eros, pensato come forza vitale di tutto, come dismisura e traboccamento, come tensione alla pienezza caotica. Con orrore per tutto ciò che ingabbia e ordina.

Ci mettiamo davanti a Pinocchio ben sapendo di non essere i primi a farlo, ma ben pronti a rivelare la piccola sfumatura che aspetta noi, la somiglianza con noi, con ciò che di noi teniamo a bada così bene, nell’età adulta. Ma resta dentro uno strano ragazzo morto, uno strano morto agonizzante, come Pinocchio sempre sul punto di morire ma sempre in parte vivo e vivace.

La Fata Turchina, la fata fatta d’aria e di cielo, di acqua e di morte, di infanzia e di maternità, ci fa comprendere quanto asini siamo, quanto infantili e soli, quanto disarmonici. Il femminile magico e cosmico della Fata è una gradazione dell’umano così necessaria ora, in questo tempo.

m.g.

 

La Fatina

Estratto dal testo di “Enigma. Requiem per Pinocchio” di Mariangela Gualtieri

Un tempo si credevano gli umani
d’essere meglio degli altri, loro migliori
di tutto il resto. Ma adesso lo sappiamo.

Non basta l’alto ragionamento. Non bastano
le mani, le parole, le religioni, l’arte non è
abbastanza, la scienza, l’armamento, il farmaco,
la trasfusione, il bombardamento, le protesi dentali,
il ricettario, la fusione dell’atomo,
l’abbecedario non basta per l’educazione.

Ci sono grilli intelligentissimi.
Questo ti voglio dire.
Si può imparare da loro. Non sei migliore.
Ecco. Apriamo il tuo orecchio
così puoi capire l’antica lingua dei grilli.

Ci sono lumache pazientissime.
Si può imparare da loro. Non sei migliore.
È antico ingegnere spaziale, ciò che chiami
lumaca. Sa il segreto delle galassie.
Apriamo il tuo orecchio alla lingua sua siderale.

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