Mille anni o giù di lì

in scena Luigi Dadina e Francesco Giampaoli • voce Elena Bucci • ideazione e testi Luigi Dadina e Davide Reviati • immagini e animazioni Davide Reviati • musiche Francesco Giampaoli •coordinamento drammaturgico Laura Gambi • regia Luigi Dadina • scene Enrico Isola • luci Luca Pagliano e Marcello Maggiori • coordinamento tecnico Fagio • assitente al montaggio video Riccardo Dadina • realizzazione scene e allestimento a cura della squadra tecnica del Teatro delle Albe Alessandro Pippo Bonoli, Fabio Ceroni, Fagio, Enrico Isola, Marcello Maggiori, Dennis Masotti, Luca Pagliano • organizzazione Veronica Gennari • produzione Ravenna Teatro

Lo spettacolo nasce dall’incontro tra un attore, un fumettista e un musicista, legati per storia familiare al petrolchimico ravennate dell’ANIC e al suo riverbero sociale e immaginifico. Attorno a quel luogo si dipana il racconto di un uomo, seduto in una stanza, davanti a una finestra. Egli trascorre le sue giornate estive registrando quel che accade, quel che ricorda e ciò che immagina. Descrive una periferia di piccole palazzine, i vicini di una vita, strani camion che arrivano e ripartono, la fabbrica oramai vuota. Straparla di mescalina e di viaggi: quelli di una generazione segnata dall’eroina. Il delirio – affiancato da un musicista che segna il ritmo profondo delle parole – vagheggia poi di “madri”, progenitrici di una goccia di sangue nomade: le poetesse zingare Bronislawa Wajs e Mariella Mehr. L’uomo riconosce dentro di sé un’erranza che si compie nello spirito, e che lo conduce ad attraversare una dimensione profonda, mosso dalle parole della poesia. La stanza si apre inoltre alla visione di disegni animati: una natura di animali selvatici, lupi, ragazzi, bambini scomparsi, zingare che predicono il futuro, spiriti liberi, inquietudini devastanti mentre un’oscura presenza, là fuori, sembra avere preso il sopravvento sugli abitanti del villaggio, rendendoli sempre più schiavi di una vita in cui anche i desideri più intimi vengono decisi dall’arrivo e della partenza di strani camion, in quelle afose giornate. Il narratore s’arresta quando il solco tra realtà e delirio sembra ormai chiuso…

Date spettacolo
martedì 4 aprile 2023 ore 21.00
mercoledì 5 aprile 2023 ore 21.00
giovedì 6 aprile 2023 ore 21.00

Titolo a scelta

Durata
40 minuti

Fotografie di Nias Zavatta, disegni di Davide Reviati

martedì 4 Aprile 2023 ore 21:00
21:00

Teatro Rasi

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