non-scuola

La non-scuola è l’esperienza teatrale “asinina” e antiaccademica che – sotto la guida di Marco Martinelli – il Teatro delle Albe/Ravenna Teatro tiene viva da più di vent’anni con gli adolescenti, nel segno del cortocircuito di arte e vita che la compagnia accende ogni giorno
Dapprima negli istituti superiori della città di Ravenna, poi in diverse periferie del mondo (da Milano a Mazara del Vallo, passando per Scampia, Lido Adriano e Santarcangelo, dagli Stati Uniti alla Francia e dal Senegal al Brasile), attraverso il contagio della non-scuola si è innestato tra la scena e l’universo corale degli adolescenti un atto teatrale che è al contempo pedagogico e artistico.
A Ravenna la non-scuola ha generato negli anni un flusso che vede migliaia di giovani appassionarsi alla scena e allo sguardo, chiamati a rivitalizzare in profondità la cultura teatrale della città. Ogni anno a primavera si tiene il festival della non-scuola, un’invasione adolescente del Teatro Rasi che attraversa e divora i classici restituendone l’origine dionisiaca.

«Bando alla psicologia! Nella non-scuola si recita come marionette, le fantasie sono puri moti fisici, i sentimenti sono impulsi teatrali.
 La non-scuola è il campo da calcio di una squadra che gioca per passione, ignora il denaro e la gloria. Mescola alla luce del sole adolescenti e teatranti, i quali, in quella purezza-impura, trovano motivi di rigenerazione (…). L’esito è barbaro e fertile. È un rito di iniziazione. I 400 studenti che ogni anno salgono sul palco, i 5.000 che ogni anno arrivano per applaudire, chiamar per nome, sbeffeggiare, osannare, rappresentano insieme l’energia della polis (i “poli”, i “molti”) che irrompe in teatro».

Marco Martinelli e Ermanna Montanari da L’Apocalisse del molto comune, in Jarry 2000, Ubulibri, Milano, 2000.

Leggi il NOBOALFABETO di Marco Martinelli e Ermanna Montanari.
Guarda il video di Eresia della felicità a Santarcangelo.