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Un fool contemporaneo,  armato  di  microfono, e quattro danzatori, incarnano i moti di un amore limpido e squilibrato, straziante e fuori asse. Si mette in scena il dissidio insanabile tra luce e ombra, delirio e realtà, amore e morte. Un dibattito  per voce e corpi in cui si esaltano ugualmente parola, suono e movimento. Lo spazio si popola dei fantasmi di uno solo che è in realtà moltitudine, e si fa luogo di irrisolvibili nodi in cui accade la poesia.

 

“Patetico e disperato è l’amore che nei Sonetti si racconta, un amore tanto limpido quanto squilibrato, infelice, fuori asse: l’amore di un uomo ormai maturo nei confronti di uno molto più giovane e bello, un vecchio poeta disposto anche a coprirsi di ridicolo, a rendersi buffone agli occhi della gente, pur di esprimere il suo sentimento, affermandolo in un gesto plateale e spudorato: la poesia. Il Narratore fa della sua poesia il suo stesso palcoscenico. Come accade nella tradizione popolare, la parola diventa non solo lo strumento di un dialogo, ma il luogo di una performance: invocazione, elegia, preghiera, lamento, dichiarazione. Ciò che avviene nei Sonetti è innanzitutto l’esibizione di un io disperato e precario, disposto a dire tutto, a farsi povero e buffone, a divenire esso stesso spettacolo, pur di non perdere l’Altro: il bel giovane, l’ombra misteriosa e mai identificata dell’opera shakespeariana, un personaggio idealizzato e irrealizzabile, bellissimo e indifferente, simbolo della luce e della grazia, unico baluardo di eternità contro l’incombere della morte.

All’apollineo luminoso del far young si contrappone, opposto e complementare, il buio della dark lady: il contrappeso d’ombra, il contrappasso nero di tutto ciò che il ragazzo rappresenta nella luce. Oggetto inclassificabile della filologia shakespeariana, la dark lady diventa lo specchio perverso del Narratore, la sua parte rimossa e tuttavia necessaria: l’eros funereo, l’ossessione del corpo, la nevrosi mortuaria, il furore e la farsa, una figura di crudeltà cinica e umorale in cui veder ritornare l’innominabile. La dark lady, creata in scena da Michela Lucenti, è ciò che il Narratore non vuole essere e tuttavia non può fare a meno di essere: l’ombra infera che la luce del Ragazzo non annulla ma anzi allunga e distorce. Ecco quindi forse la contraddizione che rende i Sonetti la più estrema e dolorosa fra le tragedie shakespeariane: nel personaggio del Narratore, Shakespeare mette in scena il dissidio insanabile fra gli opposti, il contrasto fra luce e ombra, ordine e caos, delirio e realtà, amore e morte. È proprio in questo nodo irrisolvibile che accade la poesia: inscenati come testo teatrale, i Sonetti diventano un dibattito per voce sola e corpi, uno spazio instabile e irrequieto popolato dai fantasmi di uno solo che diviene moltitudine.”

Valter Malosti, note di regia

 

Regista, attore e artista visivo, Valter Malosti guarda alla trasversalità delle arti alla scoperta di un “teatro sensibile”, dove l’emozione e il corpo dell’attore vogliono essere il punto focale. I suoi spettacoli hanno ottenuto numerosi premi dalla critica italiana e straniera, tra cui il recente Premio internazionale Flaiano per la regia di Venere in pelliccia, di David Ives. Oggi direttore artistico della Fondazione Teatro Piemonte Europa, Malosti ha lasciato la guida del Teatro di Dioniso – compagnia da lui fondata nel 1991 a Torino – che si è affermata nel panorama italiano proponendo testi di drammaturgia contemporanea, spesso di autori stranieri inediti per la scena italiana, alternati a riletture non convenzionali, ma filologiche, di grandi classici, indagati tra l’ascolto del presente e la voce del mito.
Lo ha a lungo affiancato artisticamente l’attrice Manuela Cescon, che oggi ha preso il testimone della compagnia. Così come è longeva la collaborazione artistica con Michela Lucenti, coreografa formatasi nel solco di Pina Bausch e di Thomas Richards, che per la sua ricerca di un linguaggio scenico “totale” che persegue l’interazione tra teatro, danza e canto vanta alcuni prestigiosi premi, come il Premio Nazionale della Critica ANCT 2010 e un riconoscimento della giuria internazionale al premio Roma Danza nel 2011

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Suggerimenti di lettura
Friedrich Nietzsche Ecce Homo Adelphi Edizioni / Pier Paolo Pasolini Hobby del sonetto

Spettacolo inserito nel programma di ToDay ToDance

Durata spettacolo: 1 ora senza intervallo

regia Valter Malosti in scena Valter Malosti, Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Marcello Spinetta, Elena Serra coreografie Michela Lucenti produzione CTB Centro Teatrale Bresciano, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatro di Dioniso
  • biglietti

    Platea e palco I, II e III ordine
    intero 26 € / ridotto* 22 € /under30 18 € / under20 9 €
    Galleria e palco IV ordine
    intero 18 € / ridotto* 16 € /under30 11 € / under20 9 €
    Loggione
    intero 7,50 € / under30 5,50 €

    * carnettisti, cral e gruppi organizzati, insegnanti, oltre i 65 anni, iscritti all’Università per gli Adulti Bosi Maramotti, Soci Coop Alleanza 3.0, EspClub Card, Soci BCC, tessera TCI

    Biglietti on line

    Biglietteria Teatro Alighieri, via Mariani 2 Ravenna, tel. 0544 249244,  aperta tutti i feriali dalle 10.00 alle 13.00, il giovedì anche  dalle 16.00 alle 18.00 e da un’ora prima di ogni spettacolo. Biglietteria Teatro Rasi, via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 30227 aperta il giovedì dalle 16.00 alle 18.00 e da un’ora prima di ogni spettacolo.