Giuseppe Fornari è professore associato di Storia della Filosofia presso l’Università degli Studi di Bergamo e membro del collegio docenti Centro di ricerca in Antropologia ed Epistemologia della Complessità presso la stessa università. Gli interessi di ricerca hanno portato i suoi studi verso quegli autori e periodi in cui la riflessione filosofica è strettamente connessa con l’esperienza e l’esistenza umana, consentendone nuove elaborazioni.
Dopo l’incontro con l’antropologia di René Girard, ha collaborato con lui presso l’Università di Stanford, dove ha anche approfondito lo studio della filosofia della storia di Eric Voegelin. Nel corso delle sue ricerche si è concentrato sulle possibili ricadute delle idee antropologiche sull’interpretazione della storia della filosofia, indagando in particolare il rapporto tra la nostra tradizione e il retaggio greco e quello cristiano, con uno specifico approfondimento dei presocratici e di Platone in relazione con la moderna filosofia della conoscenza. La sua interpretazione è che la fondazione sacrificale, intesa come fonte delle significazioni simboliche della cultura, abbia fatto da modello ontologico e cosmico per i primi filosofi greci, eredità che Platone avrebbe cercato di sistematizzare e superare nella sua fondazione politica e metafisica. Con lo stesso Girard si è dedicato in modo specifico al confronto tra retaggio greco e cristiano in Nietzsche.
Le sue attuali linee di ricerca si indirizzano  verso un rinnovamento dell’indagine sulla storia della filosofia e del pensiero a partire da un approccio multidisciplinare e genetico, attento all’evoluzione delle forme concettuali e culturali a partire dalla loro origine e dal loro contesto di sviluppo, e con particolare riguardo alle tematiche dell’educazione e della formazione. Il punto centrale del suo lavoro è una riformulazione della teoria mimetica che superi gli aspetti ancora insufficienti e incompiuti del pensiero di Girard.