Altrove riconosciuta come drammaturga eccellente, Caryl Churchill rimane in Italia scandalosamente poco nota al grande pubblico, ma apprezzata – verrebbe da dire, appassionatamente – da chi ama, studia, pratica il teatro. Perché – per riprendere il titolo di un suo breve articolo, scritto quando era poco più che ventenne – il suo è un teatro “non normale, non rassicurante”, che pone sempre nuove domande e apre nuove strade; un teatro che vuole essere, ed è, insieme poetico e politico.
Caffettiera blu fa parte – con L’amore del cuore – di una composizione di due atti unici dal titolo Cuore Blu ed è incentrato sul tema dell’inganno: un truffatore mente a diverse donne di mezza età fingendo di essere il figlio dato in adozione appena nato. Piccole storie, che una consumata e inventiva manipolazione del linguaggio e della macchina teatrale trasforma in parabole complesse: sulla futilità dell’esistenza, sulle aporie della comunicazione, sulla natura costruita e fragile di un soggetto non più concepibile come unificato e coerente. Le identità dei personaggi si disintegrano insieme alle convenzioni e alle aspettative dello spettatore, in un gioco di “distruzione” che vivifica l’idea stessa di teatro.

I testi di Caryl Churchill sono sono pubblicati da Editoria & Spettacolo (collana Percorsi) a cura di Paola Bono.

Su Caryl Churchill
literature.britishcouncil.org/caryl-churchill
womenwriters.net/editorials/PriceEd1.htm

con Sylvia De Fanti, Mauro Milone, Aglaia Mora, Laura Pizzirani, Simona Senzacqua, Francesco Villano regia di Giorgina Pi