dal 23 gennaio
al 25 gennaio 2020

ore 21

Pietro Babina / Mesmer

MACELLO di Pietro Babina e Giovanni Brunetto

La stagione dei teatri ospita al Teatro Rasi una Personale dedicata al percorso artistico di Pietro Babina, autore, attore e regista, a partire dal suo ultimo spettacolo MACELLO Un’azione poetica (dal 23 al 25 gennaio). Il programma prevede un laboratorio teatrale su tecniche attoriali per la scena, da venerdì 17 a mercoledì 22 gennaio; la presentazione del testo La sequenza gestuale nell’ambito del laboratorio teatrale per gli studenti universitari “Io sono quello che sono” (21 gennaio ore 20.30); un incontro con il pubblico in dialogo con Laura Gemini dopo l’ultima replica dello spettacolo.

Un’azione poetica che – attraverso la voce, la parola in versi e l’immagine – è tesa a restituire quel magma scabroso e nascosto che sgorga dalla pratica quotidiana della macellazione. Ispirato all’omonima raccolta di Ivano Ferrari (Einaudi), Macello sperimenta come la poesia possa attraversare anche luoghi e immaginari estremi come quello del continuo prodursi di morte violenta. E constata come in questi antri, nei cuori delle nostre città, si mantenga ardente, come brace sotto le ceneri, un’attitudine allo sterminio.

“Questo lavoro prende ispirazione dalla collezione di poesie omonima del poeta Ivano Ferrari (Einaudi).
 Ferrari ha lavorato per anni in giovane età nel macello comunale di Mantova e durante questo periodo ha tratto ispirazione da quel contesto. Il risultato è una poesia che ribalta radicalmente l’idea cristallizzata di “poetico”, mostrando come la pratica della poesia possa attraversare anche luoghi e immaginari terrificanti come quello del continuo prodursi di morte violenta e di come questo possa divenire, potenziale e potente paesaggio di riferimento per un poeta.
La mia scelta iniziale di lavorare su questo materiale si iscriveva in un percorso sulla memoria dei campi di sterminio nazisti e sull’eterna domanda di come degli uomini, a noi in tutto simili, abbiano potuto compiere una tale mostruosità. Leggendo Macello ho immediatamente ravvisato, non solo un’analogia nella produzione meccanica di morte, ma ancora più inquietante, la sensazione che questi luoghi, nel cuore delle nostre città, siano luoghi in cui si mantiene ardente, come brace sotto le ceneri, un’attitudine allo sterminio, che siano luoghi in cui il concetto di sterminio persiste come possibile normalità e che le nostre società sono organismi al cui interno pulsa anche questo: uno sterminio continuo al momento rivolto verso il diverso in quanto animale (cosa a mio parere non meno grave), ma che potrebbe da un momento all’altro mutare il suo soggetto di riferimento. Nel procedere in questo viaggio ho sviluppato sempre più fortemente un’attenzione verso come la crudeltà e la sofferenza riservata agli animali siano in tutto identiche a quelle riservate agli umani discriminati. Tutto passa attraverso un pre- giudizio più o meno raffinato, ma fortemente radicato nella nostra (in quanto homini sapiens) specie. La presunzione di essere detentori di alcune caratteristiche metafisiche che ci consentono di prevalere anche crudelmente su altri esseri viventi una volta classificati di specie diversa (ovviamente inferiore). Questo meccanismo pregiudiziale non è mai sopito; a volte più circoscritto o ammansito, ma sempre pronto al risveglio quando il pregiudizio lo richiama ridefinendone la cornice. Come alcuni dicono, non vi saranno mai diritti universali se non verranno in essi compresi anche quelli di tutti gli esseri viventi che ci circondano che vivono assieme a noi su questo pianeta.
Questa “azione poetica” non è un reading di poesie, ma qual- cosa di più articolato, qualcosa di più simile a un concerto per voce sola (anche simbolicamente), una voce che tenta di restituire in modo assolutamente non documentaristico quel magma ribollente, infernale, scabroso e nascosto, che sgorga dalla pratica quotidiana della macellazione. La voce ha un accompagnamento visivo fatto di materiali concreti e incongrui, prodotti con mezzi analogici.”

Pietro Babina, dalle note artistiche di MACELLO – UN’AZIONE POETICA pubblicate sul Catalogo della Stagione dei teatri

lunedì 20 gennaio ore 21.00 Teatro Rasi
Presentazione del testo “La sequenza gestuale” di Pietro Babina per Edizioni, nell’ambito del laboratorio teatrale per gli studenti universitari “Io sono quello che sono” a cura di Roberto Magnani

sabato 25 gennaio dopo lo spettacolo Teatro Rasi
la compagnia incontra Laura Gemini
professoressa associata all’Università di Urbino Carlo Bo,  co-direttore dell’Osservatorio sui pubblici dal vivo del Centro di Ricerca LaRiCA, curatrice del blog L’incertezza creativa e la rubrica Arti della politica per la Rivista ComPol. e parte del comitato Premio Ubu e di Rete Critica.

dal 17 al 22 gennaio Pietro Babina condurrà un laboratorio finalizzato all’approfondimento del gesto in scena

di e con Pietro Babina e Giovanni Brunetto drammaturgia Pietro Babina e Jonny Costantino immagini Giovanni Brunetto regia Pietro Babina produzione Mesmer
  • biglietti

    Biglietti
    Settore unico
    intero 10 €, abbonati a La stagione dei teatri 2019-20 8 €

    Informazioni e prenotazioni (posti limitati prenotazione obbligatoria)
    tel. 0544 36239 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18
    Biglietteria teatro Rasi aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima dello spettacolo tel. 0544 30227