dal 12 aprile
al 14 aprile 2019

venerdì 12, sabato 13 aprile ore 21.00
domenica 14 aprile ore 15.30 e 21.00

Alessio Boni / Serra Yilmaz / Marcella Prayer

Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra, adattamento Francesco Niccolini

In abbonamento. Titolo fisso

Forse  chi  vive  nella  sua  lucida  follia  riesce  ancora  a  compiere  atti  eroici.  Di  più:  forse  ci  vuole  una  qualche  forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere grandi imprese. Don Chisciotte, cavaliere dell’impossibile, va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico. Un ideale che arricchisce di
valore ogni gesto quotidiano e che, involontariamente, l’ha reso immortale.

Chi è pazzo? Chi è normale?
Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici.
La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani.
L’ animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L’uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire?
Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l’ha reso immortale.
È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre–determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete – avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione – sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.
Alessio Boni, note di regia

Chisciotti e cavalieri erranti, sparpagliati per il mondo o chiusi dentro le mura, sono sempre gli stessi, quelli di un tempo, quelli di oggi e quelli di domani, savi e pazzi, eroi e insensati. Non sono venuti al mondo per vivere meglio o peggio. Quando l’universo nella solitudine si abbandona alle proprie miserie, loro pronunciano parole di giustizia, d’amore, di bellezza e di scienza. Chi si rende volontariamente schiavo non maledice l’esistenza.
Fernando Arrabal, Uno schiavo chiamato Cervantes

 

La sua biografia è quella di un ragazzo che è partito dalle sue terre d’origine per sognare nuovi mondi. Nel peregrinare del giovane Alessio Boni il teatro arriva in modo fortuito come un incontro fatale, quando vede La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone. Poi l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma, incontri con maestri come Andres Rallis, Orazio Costa, Giovangigli, Peter Stein e le tournée con Giorgio Strehler e Luca Ronconi) prima del debutto sul piccolo schermo con La donna del treno per la regia di Carlo Lizzani, e sul grande con La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, La ragazza nella nebbia con Toni Servillo e una lunga serie tutt’ora ininterrotta di grandi personaggi tra televisione e cinema.
Mosso da forte impeto di conoscenza, di sguardo, di ascolto e di composizione, dal 2015 l’attore esordisce alla regia teatrale con lo spettacolo I duellanti di Joseph Conrad (Pegaso d’oro Premio Ennio Flaiano), cui segue questo Don Chisciotte, cui lavora in maniera plurale affiancato da Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e il drammaturgo Francesco Niccolini.

Per Don Chisciotte la successione dei turni di abbonamento è: turno B venerdì 12 aprile ore 21.00, turno C sabato 13 aprile ore 21.00, turno D domenica 14 aprile ore 15.30, turno A domenica 14 aprile ore 21.00.
Durata dello spettacolo: 2 ore più intervallo
regia Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer drammaturgia Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer, Francesco Niccolini in scena Alessio Boni, Serra Yilmaz, Marcello Prayer (cast in via di definizione) produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo  
  • biglietti

    Platea e palco I, II e III ordine
    intero 26 € / ridotto* 22 € /under30 18 € / under20 9 €
    Galleria e palco IV ordine
    intero 18 € / ridotto* 16 € /under30 11 € / under20 9 €
    Loggione
    intero 7,50 € / under30 5,50 €

    *carnettisti, cral e gruppi organizzati, insegnanti, oltre i 65 anni, iscritti all’Università per gli Adulti Bosi Maramotti, Soci Coop Alleanza 3.0, EspClub Card, Soci BCC, tessera TCI

    Biglietteria Teatro Alighieri, via Mariani 2 Ravenna, tel. 0544 249244,  aperta tutti i feriali dalle 10.00 alle 13.00, il giovedì anche  dalle 16.00 alle 18.00 e da un’ora prima di ogni spettacolo. Biglietteria Teatro Rasi, via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 30227 aperta il giovedì dalle 16.00 alle 18.00 e da un’ora prima di ogni spettacolo.