Il regista, drammaturgo e fondatore del Teatro delle Albe racconta – nel volume edito da Ponte alle grazie – l’esperienza della non-scuola, nata a Ravenna negli anni Novanta e da allora divenuta un fenomeno “contagioso” esportato in tutta Italia e nel mondo. Il volume è stato presentato al Festival della mente di Sarzana e al Festivaletteratura di Mantova.

“Immaginateveli, sì, i vostri figli o alunni come se fossero degli asinelli, perché asini lo sono davvero -so bene che su questo punto siete d’accordo con me- ma immaginateli come asini turbolenti, pieni di paure e ombre, ma anche di desideri inconfessati, di passioni inespresse, affamati di vita, di ignoto, di sogni. Spesso a voi insegnanti e genitori nascondono questi sogni, se li tengono per loro, vi si rifugiano dentro come le talpe nelle loro gallerie sotterranee: è la loro tattica di sopravvivenza, non si palesano mai o quasi mai davanti ai vostri occhi come realmente sono. Dall’altra parte immaginate i testi antichi del teatro, i classici polverosi dai nomi impronunciabili: da Eschilo all’Aristofane che campeggia nel titolo di questo libro, da Plauto a Moliere a Shakespeare, fino ad Alfred Jarry, fino a Bertolt Brecht. Guardateli insieme, gli asini e i classici, i barbari e la biblioteca: niente di più lontano, dite voi? ()” Marco Martinelli