19 aprile 2016

ore 16

Luigi Ceccarelli, Francesco Giomi, Enrico Pitozzi, Valentina Valentini

Akousma: il teatro del suono

L’attenzione che la scena attuale riserva alla composizione sonora, contribuisce a rimettere al centro della riflessione il potenziale drammaturgico del suono. Ciò corrisponde ad affermare che il teatro contemporaneo, nelle sue diverse manifestazioni, ha elaborato un pensiero sonoro autonomo, che eccede il quadro di riferimento della «musica di scena», delineando i contorni – ancora tutti da definire – di un Teatro del suono. Seguendo la forza trascinante della musica, inoltre, la parola si offre all’ascolto come phoné: materia acustica. È qui che agisce una vera e propria ridefinizione della nozione di ascolto: non si ascolta più solo con le orecchie, ma con tutto il corpo. La latenza è una forma percettiva indotta; non è localizzabile ma si estende nella durata operando su tutti i punti del dispositivo scenico. È una modulazione che passa da uno stato di tensione dei materiali a un altro; proprio perché diffusa è impercettibile e profonda: ad affiorare – in questo stato di latenza – sono solo effetti oppure le tensioni visivo-acustiche che sottendono la composizione. La scena diventa così un ambiente sonoro diffuso, che lo spettatore è chiamato ad abitare.

Questo parlamento pone dunque l’accento sulla dimensione acusmatica della scena e lo fa a partire da una doppia prospettiva: il dialogo tra due teorici e due compositiori, tra pensiero e esperienza sonora.