Parlamenti di aprile 2014

Parlamenti di aprile 2014. A cura di Marco Martinelli e Ermanna Montanari

«A guardare le fotografie di Cesare Fabbri scattate nella pianura intorno a Ravenna, si ha la sensazione di precipitare in una fiaba, in un percorso sonnambolico in compagnia di un occhio che si spicca. In dialetto si dice di certe pesche: “al s’ spèca da l’òs” , che hanno l’anima spicca: il nocciolo ben distaccato dalla polpa. Ecco, l’occhio si spicca dal suo involucro, si libera per peregrinare in teorie di alberi in preghiera, in manufatti anonimi negli orti della nostra campagna, in pali sospesi all’orizzonte, in giochi da spiaggia imbozzolati in bianchi teloni, e in nuvole… Nuvole? Sono nuvole? Non sono troppo basse? Troppo vicine? Troppo dense? Sulfuree? Che importa. Sono nuvole, nuvole solitarie, che una volta viste non ho più potuto dimenticare, e annodare ai nostri Parlamenti di aprile. Perché? Non so. So che ogni volta che con Marco si decideva un titolo per i Parlamenti da costruire, o un artista, uno studioso, un amico da invitare, quelle nuvole erano lì. Apparivano. Si lavora per le nuvole, spesso ci diciamo…»
Ermanna Montanari. Ravenna, 21 marzo 2014

«Ho sempre detto: la democrazia è solo l’inizio. Concordo con l’idea che la democrazia non è perfetta, ma si dà il caso che sia migliore di altri sistemi. Un aspetto tra i più positivi è che nelle democrazie si ritiene sempre che la prima cosa è parlare, l’ultima ricorrere alla violenza. Invece, in molti casi, parlare è l’ultima risorsa e quando le controparti si sono dissanguate e non hanno altra via d’uscita, allora trattano. Ma il più delle volte i danni sono enormi… “Parlamento” è termine di derivazione latina che significa “parlare”, non è vero? Si parla, si parla dei propri problemi, si parla dei contrasti reciproci. È meglio litigare a parole che uccidersi. Non che mi piaccia gridare, ma è certamente meglio che spararsi…»
Aung San Suu Kyi. Rangoon, 14 febbraio 1994

Ingresso libero

Cartografia dei parlamenti di aprile
(registrazione degli incontri con sinossi di Cristina Ventrucci).
Ritratti di gruppo
(fotografie di Cesare Fabbri).